Mario Lavezzi: "Talent? Si risparmia sulla promozione, il problema è mantenere il successo, lo dico da produttore di Deborah"

Il produttore discografico, intervistato da Il Fatto Quotidiano, analizza l'attuale situazione nell'ambito musicale e racconta pro e contro dei talent show.

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Classe 1948, musicista nei Camaleonti, cantautore, produttore, ha collaborato con Mogol e Battisti, ha firmato canzoni per Lucio Dalla e Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè, Anna Oxa, prodotto e duettato con altre decine di artisti.

Mario Lavezzi, intervistato da Il Fatto Quotidiano, fa il punto sul mercato musicale: "Detesto i nostalgici e non voglio sembrarlo, ma gli Anni 60 e 70, c' è poco da fare, sono stati rinascimento, illuminismo e risorgimento tutti insieme. La creatività, in tutti i campi, era straordinaria. In fondo non facciamo che riproporre modelli che arrivano da lì, tutto si torna, è un ciclo. Poi, per carità, il genere umano è sempre sopravvissuto. Abbiamo superato l'Alto medioevo, sopravviveremo anche a questa decadenza. Ci sono le eccezioni, penso a Tiziano Ferro, a Jovanotti, ma in generale esiste un' omologazione che impedisce di apprezzare qualcosa che esca fuori dagli schemi. E l'omologazione vale in tutti i contesti. Prendiamo la programmazione radiofonica. Se non hai pulsazione ritmica, è difficile passare. Oggi canzoni come I giardini di marzo o La donna cannone, se proposte da sconosciuti, farebbero molta fatica ad emergere".

Oggi basta un talent show: "Se anche il mercato musicale è in aumento grazie allo streaming, siamo lontani anni luce dai fatturati degli anni d'oro. Le case discografiche non hanno risorse per sostenere progetti a lungo termine (pensiamo a Dalla, che prima di diventare Dalla aveva già fatto sette dischi) e allora vanno alla ricerca del prodotto finito. Col vincitore del talent risparmi sulla promozione, che è una voce onerosissima. L'artista è già noto al grande pubblico. Il problema, semmai, è mantenere il successo. Dopo pochi mesi, ne spuntano altri… E lo dico da produttore di Deborah Iurato, un'artista che non sa solo cantare ma anche interpretare. E sono due cose ben diverse".

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