Paolo Bonolis: "Ciao Darwin né volgare né trash ma grottesco, ascolti alti per il divertimento vero, mostriamo la realtà"

Il conduttore del programma dagli ascolti record il venerdì sera su Canale 5, intervistato da Repubblica, replica alle critiche e spiega i motivi del successo.

"Ciao Darwin mostra i prodromi dell’apocalisse. Non esibiamo i mostri, quell’umanità esiste: è il vicino di casa": parola di Paolo Bonolis (voto: 8), intervistato da Repubblica.

"Le critiche - sottolinea - sono basate sul concetto di volgarità ma Ciao Darwin non è volgare: è grottesco e c’è una differenza sottile. Tanti non l’hanno compreso, altri non l’hanno voluto capire. L’esasperazione dei toni, l’esibizionismo, sono condanne grottesche a cui l’umanità viene sottoposta. Cercando di esorcizzarla, mostriamo la realtà: il mondo è questo, anche se non lo vogliamo vedere. Una risata ci seppellirà. La gente si diverte. Vede, è facile dire 'lo show è tutto tet*e, c*li e esibizionismo'. Può fare ascolto solo un lato B, una bella ragazza o un bel figliolo? No, glielo dico io. Uno show non fa il 27% di share perché c’è una modella che sfila. I commenti sui social non riguardano i corpi, scrivono: 'Hai visto che ha fatto?', 'Hai visto che ha detto?'".

Beh, ma si vedono cose folli e se alla domanda: l’opposto dell’Antartide?, uno risponde “Anti-Antartide” viene pure il sospetto che ci sia la zampa di un autore: "Tutto vero, mi stupisco anch’io mi creda. E quello scatena il divertimento. Ciao Darwin è un gigantesco patchwork di varietà".

Sulla sfida con Laura&Paola dice: "Non vivo le sfide, spero sempre che i teatri siano pieni e gli show facciano ascolto. Poi sono contento, è ovvio. Il successo non puoi aspettartelo, puoi solo lavorare".

Davvero le critiche non lo feriscono? "Sa cosa dice Anton Ego nel film Ratatouille? 'La critica, anche la più feroce, ha meno vita del più mediocre dei prodotti che va a criticare', la critica deve intellettualizzarsi, prendere le distanze da ciò che è pop. Darwin deve divertire di nascosto non alla luce del sole. Il pubblico ha richiesto Ciao Darwin. La realtà prevede l’esistenza di cotante umane genti, se vuole facciamo finta che non esistano, ma vivono tra noi e sono state trasformate da una cultura che manipola e deturpa a seconda dei mercati. In tv puoi informare, emozionare o divertire. Scegliendo una di queste strade devi percorrerla senza indugi, il divertimento a Darwin è vero. Il copione serve a sostenere l’impatto imprevedibile della natura umana che entra in scena".

Dal 1998 al 2016 c’è un’altra Italia, ma il pubblico di Ciao Darwin è ancora lì. Non fa impressione? "Mi fa pensare che il linguaggio è corretto, e un prodotto pop funziona indipendentemente dalle epoche perché è trasversale. Un pubblico ci ha ritrovato e i giovani che non guardano la tv hanno percepito il politically incorrect perché ci divertiamo a essere scaffale degli Stati Uniti. Basterebbe non essere ipocriti".

Tra autenticità e trash c’è un mondo... "Li sente i rappresentanti al governo? E lei s’imbarazza per Darwin? Le Iene chiedevano cos’è la Costituzione, nessuno sapeva rispondere. Sono nostri rappresentanti. E lei si sgomenta per l’esuberanza di certi personaggi?".

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