Don Matteo 10, critici tv: messa cantata per ogni generazione, il prete risolve i casi prima dei Carabinieri, la commedia aiuta

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Urbano, Fagioli e Costanzo sulla fiction sbanca-Auditel di Rai1 con Terence Hill protagonista.

don matteo 10-terence hill-ultima puntata

RASSEGNA STAMPA su Don Matteo 10 (voto: 6,5), la fiction di Rai1 trasmessa il giovedì sera e premiata dagli ascolti (oltre 7 milioni di spettatori in media).

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Spiegare il successo di Don Matteo è insieme facile e complicato. Facile perché è la «messa cantata» della Lux Vide: con la scusa di obbedire alla sua missione sacerdotale, un parroco diventa detective. Alla vocazione talare se ne aggiunge una seconda: il male dev’essere bandito e se la parola non basta si passa all’azione. Ovviamente con l’aiuto dei carabinieri. Non c’è violenza, e spesso i toni di commedia (ben raffigurata da Nino Frassica) concorrono a costruire un piccolo mondo antico, anticipazione terrena della giustizia divina. Don Matteo, cioè Terence Hill, ha due sole espressioni: il sorriso e il corruccio, anche se un po’ si assomigliano. Più che sufficienti per sorvegliare le coscienze del suo gregge, soprattutto quello di Rai1? Evidentemente sì. E quelle che da un punto di vista estetico possono sembrare imperfezioni (per esempio, la rigidità dell’impianto registico) nel mistero delle cerimonie sociali diventano pregi. In realtà, Don Matteo è un prodotto molto studiato, con sottotrame buone per ogni generazione. Ci sono anche le gambe di Belén: sacrificio inevitabile al dio dell’Auditel".

Antonio Dipollina su Repubblica


"I Carabinieri arrivano trafelati in casa del colpevole e lì trovano Don Matteo che ha capito prima. È il finale di ogni episodio, l'Arma ormai se n'è fatta una ragione, il detective in tonaca intanto ha risolto tre crisi familiari. È un supereroe, nel ritorno – stagione 10 – della serie dai consensi oceanici. E si continua a immaginare spassose riunioni di autori (sbuca un omicidio prete/rintenzionale) tenendo il punto al grado 1 della pochade – Frassica forever – e al grado 0,5 della trama gialla".

Micaela Urbano su Il Messaggero


"Il prete investigatore induce non solo all'evasione ma anche alla riflessione e in più è consolatorio. Per chi non è riuscito nel lavoro, nella famiglia, nei rapporti con gli altri".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Don Matteo continua a pedalare con la tonaca al vento, a scendere al volo dalla bici, a scoprire l'assassino sempre prima dei Carabinieri, ma soprattutto continua a dispensare saggezza, a chiudere ogni caso con il pentimento del colpevole, con le parole rassicuranti del Vangelo e il perdono di Dio. Di questi tempi non è davvero poco, anche perché in Don Matteo i telespettatori riconoscono il bene. Ma accanto al prete-detective, a decretare il successo della serie ci sono tutti gli altri personaggi".

Maurizio Costanzo su Chi


"La serie è una sorta di tranquillante che dovrebbe essere venduto nelle farmacie e preso a piccole dosi. Le storie che mette in scena, anche le più complesse, si concludono regolarmente bene e i personaggi che si muovono all'interno dei racconti o pagano per le malefatte compiute o hanno la forza e il coraggio di denunciare le ingiustizie vissute. Insomma, tutto va sempre a buon fine".

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