Chiara e il monologo contro la mafia a Italia's got talent (video): "Impastato un eroe, non tutti i giovani guardano il GF..."

A Repubblica parla la 16enne che nella puntata di giovedì 7 aprile del talent show di Tv8-Sky Uno ha convinto giuria e pubblico con un monologo contro la mafia (video).

"La storia di Peppino Impastato? L'ho letta sui social e ho deciso di approfondire". Chiara Perreca, 16 anni, di Bacoli, Napoli, ha portato nella puntata di giovedì 7 aprile di Italia's got talent 7 (voto: 6,5) su Tv8 e Sky Uno un monologo tratto da I cento passi, il film di Marco Tullio Giordana sul giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1978.

Impastato è morto più di 20 anni prima che lei nascesse, perché ha deciso di portare la sua storia su una tv nazionale in prima serata? "Perché mi ha colpita, è un eroe che ha deciso di sacrificare la sua vita per combattere la mafia. La curiosità è nata in Rete, poi ho visto il film con mia madre. Mi sono innamorata di quel monologo. Lo dovevo portare come saggio alla mia scuola di recitazione. Sono al quinto anno", racconta a Repubblica.

Che cosa ne dicono i suoi compagni? "Alcuni di loro si sono incuriositi, mi hanno fatto domande. Molti frequentano quella scuola di recitazione. Recitano, ballano, hanno i loro sogni. Non siamo come ci raccontate. Non passiamo tutti le serate a sballarci o guardare il Grande Fratello".

E lei cosa sogna? "Frequento l'alberghiero, indirizzo turistico. Ma vorrei fare l'attrice drammatica. Il mio mito è Sandra Bullock".

Ora che è stata ammessa alle semifinali del programma c'è da attendersi un nuovo testo dal forte messaggio sociale o ci sarà un cambio di registro? Non resta che attendere le prossime puntate...

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Chi era Peppino Impastato


Giuseppe

Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978), è stato un giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978 durante la campagna elettorale. Con il suo cadavere venne inscenato un atto volto a distruggerne anche l'immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo,gli elettori di Cinisi votarono ancora il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.

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