Laura e Paola, critici tv: manca solo il ritmo, servono più numeri e meno parole, testi al Lexotan ma loro 2 impeccabili

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Specchia e Fagioli sulla prima puntata del varietà di Rai1 trasmessa venerdì 1 aprile. Critiche ma anche complimenti.

RASSEGNA STAMPA sulla prima puntata di Laura&Paola (voto: 7,5), in onda venerdì 1 aprile su Rai1 con la Pausini e la Cortellesi.


Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Se paragonato a Ciao Darwin, il nuovo varietà di Rai1 «Laura & Paola» è un capolavoro. E di questo la Rai di Campo Dall’Orto può essere più che soddisfatta. Se paragonato ai varietà classici, il programma deve ancora crescere. Che strano, i nostri artisti non hanno ancora imparato una regola d’oro dello spettacolo: promettere poco e dare molto. E invece sentono la necessità di tirare in ballo il varietà classico, Milleluci, Mina e Raffaella Carrà per poi cadere in banali errori di impostazione. La distrazione più grave è che i pezzi di raccordo (le chiacchiere prive di ritmo fra la Pausini e la Cortellesi, i lunghi monologhi, i flebili sketch) abbiano preso il posto dei numeri che alle nostre riescono meglio. Laura canta, e molto bene; Paola sa recitare come pochi, avendo nel suo arco molte frecce di qualità. La sensazione che il varietà non iniziasse mai è durata a lungo: un vero peccato, perché le due sono in grado di dare di più. Molto di più. Per dire, avessero cominciato subito con il numero sugli Abba, lo spettacolo avrebbe preso un’altra piega. Il varietà è canto, non controcanto: se inviti Fabio De Luigi o Raoul Bova speri che diano un contributo e non che si esibiscano in continue interruzioni tipo Casa Vianello (e forse Laura deve convincersi che se canta La solitudine fa solo un favore al suo immenso pubblico). Viene invitato Andrea Bocelli, bene. Si esibisce nella colonna sonora del Gladiatore, bene. Ma perché fargli poi interpretare una gag malriuscita su Pippi Calzelunghe? Quando Paola fa Silvana, l’inviata della Vita in diretta, è bravissima e quando fa il verso a Franca Leosini è strepitosa (perché Marco se n’è andato e non ritorna più?). Quando Laura canta, niente da dire (magari la vestissero un po’ meglio). Il problema nasce quando le due devono interagire: l’una fa la passatista, l’altra l’evoluta; l’una la bacchettona, l’altra l’emancipata. Forse invertendo i ruoli (Paola pare un filino più moderna di Laura) le cose sarebbero andate meglio. Le canzoni di Marco Mengoni, il monologo della Cortellesi sul bullismo, il medley finale fanno però ben sperare. Gli elementi per fare bene ci sono tutti. Una diversa scaletta (più numeri, meno parole e basta con i social!) e venerdì prossimo il varietà decollerà. Ne siamo certi".

Antonio Dipollina su Repubblica


"La Cortellesi è una sicurezza ma quando vedrete la Pausini, tra sfrontatezza ed estro popolare, si rimpiangerà che abbia solo cantato in tutti questi anni. Se il ragionamento era questo, ci hanno preso, quelli di Laura& Paola, new-varietà di RaiUno. Peccato la melina infinita dell'inizio (casualmente tutto è partito davvero quando è finito Crozza su La7). Show diviso tra i momenti in cui vorresti solo improvvisazione e quelli in cui servirebbe un cinismo maniacale nella scelta dei testi. Una sintesi impossibile. Gli ospiti di grosso calibro se hanno un minimo di buon senso dovrebbero fare a cazzotti per partecipare. Previste altre due puntate, ne facessero una decina le ultime sarebbero memorabili, aggiustando e sfrondando".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Con queste due ecco il ribaltone quasi rivoluzionario: sanno quello che fanno e ce la possono fare, al di là degli affettuosi sfottò di presentazione da parte dei compagni divi di Rai1. Canto, ballo, tenuta del palcoscenico: impeccabili".

Francesco Specchia su Libero


"Work in progress turro da affinare. Parte legnosetto, con testi di una banalità sconcertante, un po' da Cantagiro anni 70 e non è un complimento. Poi, però, il programma prende ritmo sulle canzoni. Dopodiché il format si consolida sull'imitazione della Leosini e sulle ospitate delle star. A parte la piacevole conferma di due star professionali e umanamente empatiche (Cortellesi si conferma buona cantante), il grande pregio dello spettacolo è la riproduzione di un genere. Quel varietà bello e un po' demodè che in molti avevano tentato di diseppellire da sotto il peso schiacciante di talent, quiz, reality che intasano i palinsesti. Qua siamo a buon punto. Se poi togliesse il Lexotan agli autori sarebbe perfetto...".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Nulla da dire sulla duttilità di Paola Cortellesi e sulla bravura, come cantante, di Laura Pausini, ma nell'insieme il varietà non ha convinto. Troppe chiacchiere tra loro due. Scontato lo sketch di partenza sulle amiche per la pelle che si battibeccano alla prima occasione (e menomale che c'era Fiorello). Forzata l'imitazione degli Abba in cui sono stati coinvolti anche De Luigi e Raoul Bova, uno tra i tanti ospiti di cartello di una serata che ha visto in scena anche Andrea Bocelli, Noemi e Margo Mengoni. Le cose migliori sono venute proprio dalle canzoni degli ospiti e della Pausini, oltre che da alcuni monologhi e da un paio di imitazioni della Cortellesi, prima fra tutte quella di Franca Leosini e delle sue Storie maledette. E allora che la Cortellesi faccia l'attrice e la Pausini canti, lasciando da parte la promozione di film e cd e anche le battute in qua e là sulle unioni civili e la 'stepchild adoption'. Hanno altre due occasioni per dimostrare di poter fare meglio e magari garantirsi un'altra occasione in autunno".

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