Amici 15-primo serale, critici tv: le star hollywoodiane in panchina per nobilitare il talent della Nazione, prevale il contorno

Ecco le recensioni di Grasso e Dipollina sulla prima puntata del serale della quindicesima edizione del talent show di Canale 5, in onda sabato 2 aprile.

RASSEGNA STAMPA sulla prima puntata del serale di Amici 15 (voto: 7,5), in onda sabato 2 aprile su Canale 5 e leader negli ascolti.


Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Tra tutti i talent, Amici è quello più sui generis, più simile a un varietà generalista che ai grandi format internazionali basati sulla competizione tra giovani promesse. È vero, ci sono i concorrenti, ci sono le loro esibizioni di ballo e di canto, le loro storie di ambizione e riscatto, ma l’impressione è sempre più quella che si punti molto sul contorno, sugli ospiti e il dibattito, perseguendo una tv di parola più vicina allo stile De Filippi. A scorrere l’elenco degli ospiti fissi di quest’anno si nota una vera e propria proliferazione di personaggi: cantanti affermati, esuli di altri talent (J-Ax e Morgan, qui in versione più morigerata rispetto agli eccessi di altre occasioni tv, ormai esperto anche di ballo), le imitazioni di Virginia Raffaele, la giuria pop con Anna Oxa, Loredana Bertè e Sabrina Ferilli. Il programma non è in diretta e non si affida alle logiche del televoto: nel tempo è cresciuta l’attenzione alla dimensione visiva dello studio, la ricerca di scenografie, luci e allestimenti più d’impatto, che danno al programma una «pasta visiva» ben riconoscibile. Come in altri programmi della Maria De Filippi S.p.a., anche in Amici si fa un gran ricorso alle ospitate, probabilmente a molti zeri, delle grandi star hollywoodiane: ci si immagina lo straniamento di Kevin Spacey chiamato a dirimere le controversie tra Loredana Bertè e Nek. L’impressione è che queste presenze rispondano a un desiderio di nobilitare il programma che viene direttamente dalla De Filippi, alla ricerca di un pantheon ideale di cui circondarsi".

Antonio Dipollina su Repubblica


"C'è qualcosa di mefistofelico ormai nella trama&ordito di Amici. Ovvero il talent della Nazione amministrato da Maria De Filippi mentre la macchina va, divisa in Bianchi e Blu - le squadre in gioco - e con multiformità di show, balletto etc., finché può capitare che Morgan si produca in chiose di giuria raccontando Caravaggio. Quel ben di Dio seduto a non fare pressoché nulla (i superVip) tiene lontano un pubblico che non se ne fa una ragione ma lo show non è per loro. Kevin Spacey è drammaticamente lontano - tra scarpe improbabili e sorrisoni - dalla maschera perfetta di House of cards, ma quello è un divertimento per pochi, qui siamo invece a far colpo sul grande pubblico".

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