Morgan: "Maria De Filippi la più grande, ad Amici c'è libertà, a X Factor si firma subito un contratto, il talent è un'occasione"

A Repubblica parla il cantautore che sarà opinionista al serale della quindicesima edizione del talent show di Canale 5, in onda da sabato 2 aprile.

"Quando mi riferivo a Maria De Filippi nelle interviste, a volte con un graffio, a volte per trovare un battito dialettico, sapevo che ama la musica. È una donna intelligente, abbiamo parlato tanto, di tutto, anche di Pasolini e Moravia. Mi ha dato uno spazio libero che cercherò di gestire al meglio, considerando che Amici è una scuola e qui si studia. Dico sempre: meglio professore che allievo. Contribuirò nei miei limiti che sono molto limitati": a Repubblica Morgan parla del nuovo ruolo di opinionista nel serale di Amici 15, in onda da sabato 2 aprile su Canale 5, e del rapporto con la conduttrice. "Per me Maria è una mecenate".

Però è stato anche da Milly Carlucci a Ballando con le stelle: "Perché ero fan di sua sorella Anna quando conduceva Parola mia con Luciano Rispoli".

E poi: "Se non fosse per De Filippi la musica in tv sarebbe relegata chissà dove, ancora considerata come una cosa che fa abbassare gli ascolti. Lei è la più grande".

Perché X Factor no e Amici sì? "Da dove vengo io era proibito lavorare come si lavora qui, con libertà, seguendo i ragazzi come in una vera scuola. Quando si spegnevano le telecamere, tutti a casa. Invece il bello comincia dopo, quando puoi parlare e confrontarti. Senza orario. Lì il format è sovrano, blindato dall’estero. Ad Amici c’è più libertà. Trovo un vero tritacarne il meccanismo per cui se un ragazzo si iscrive al talent di fatto firma già un contratto. Da Maria non è così. Quando dicono che faccio Amici per soldi rido, non ho ancora parlato di soldi con nessuno. Non so cosa sia la ricchezza, immagino gente con gli yacht. Lo sa che farei se fossi ricco? Comprerei un sintetizzatore".

Però non è uno spettatore di Maria De Filippi: "Le poche volte che mi è capitato di vederla mi è parsa intelligente, riflette sempre sulle cose che fa".

Sui talent dice: "Fare musica non vuol dire diventare star, ci sono spazi creativi, costruttivi e remunerativi che bisogna saper cogliere. Si può preparare una classe di giovani fonici e strumentisti. Il cantante è la punta dell’iceberg e molto spesso non è più interessante di chi lavora dietro le quinte. Non definirei il talent 'fabbrica di illusioni': è una fabbrica di occasioni e opportunità. Do il mio contributo da operaio della musica, un artigiano che costruisce dall’inizio alla fine".

Come sono lontani i tempi in cui polemizzava pesantemente con la De Filippi...

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