Le Iene, Simona Ventura torna conduttrice con Fabio Volo e Andrea Pellizzari: "Dirò 'vecchi' ai miei compagni"

Anticipazioni sulla puntata di domenica 28 febbraio su Italia 1 che vedrà per una parte come presentatori i tre delle prime edizioni, compresa SuperSimo.

Domenica 28 febbraio in prima serata nello studio de Le Iene Show (voto: 7) si ricompone lo storico trio formato da Simona Ventura, Fabio Volo e Andrea Pellizzari, che esordì al timone del programma di Italia 1 nel 1998.

Alla classica conduzione domenicale di Fabio Volo, Geppi Cucciari e Miriam Leone si alternerà eccezionalmente, per una parte della puntata, quella di Volo, Ventura e Pellizzari.

Simona Ventura, conduttrice anche della prima edizione del programma, partito il 22 settembre 1997, sul suo ritorno alle Iene con Volo e Pellizzari afferma: "Dopo 18 anni guarderò i miei compagni e dirò…che vecchi!".

Sulla réunion Fabio Volo aggiunge: "Sono molto contento ed emozionato di rivedere il gruppo unito. Per me, praticamente, tutto è nato in quei giorni con le Iene con Andrea e Simona. Sempre bello ritrovare persone con cui hai condiviso momenti speciali".

Mentre Andrea Pellizzari commenta: "Chi avrebbe mai immaginato dopo 18 anni da quella prima volta di tornare nello studio delle Iene con Simona e Fabio? Sono felice ed emozionato di indossare nuovamente l’abito da Iena. Spero solo di riuscire ad entrarci ancora".

Per la Ventura continuano le partecipazioni nei programmi Mediaset dopo l'ospitata a Verissimo e in attesa di diventare concorrente de L'isola dei famosi 11 che inizierà ufficialmente mercoledì 9 marzo su Canale 5. Tutto propedeutico all'ottenimento di nuovi (o vecchi) show per il Biscione? Con il tempo si scoprirà...

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Simona Ventura story, quando nacque Le Iene con lei conduttrice


A fine settembre 1997 Italia 1 lancia la trentaduenne giornalista e soubrette in una trasmissione tutta sua, in onda alle 14, una specie di telegiornale pazzo aggressivo sin dal titolo: Le Iene. "Bè, aggressivo fino a un certo punto - scatta la Ventura - E' vero che abbiamo pensato anche al celebre film di Tarantino ma la iena è anche un animale che ride. E serietà e comicità si mescoleranno molto in questo programma". Dal film di Tarantino è "rubata" l'idea dell'hangar: lì si ritrovava un gruppo di rapinatori di efferata violenza, qui ci sono un gruppo di "inviati" speciali da giornalismo d'assalto orchestrati da un "capo" che li fa filare: lei la Ventura. "Sarò un capo-iena un po' particolare, sicuramente giocherò con i travestimenti come facevo la domenica a Mai dire gol, ma sarà anche un bel ruolo che in fondo unisce le mie due professioni, quella del giornalismo e quella dello spettacolo. Comanderò un gruppo di poveri inviati sguinzagliati in giro a caccia di notizie. E io aspetterò da loro solo scoop. Va da sé che le notizie saranno tutte vere, e non riguarderanno solo il mondo dello spettacolo ma anche la cronaca, la politica. Tenteremo di dare una informazione non gridata semmai divertente, fuori dalle righe, ma sia chiaro nulla a che vedere con 'avventure' alla Papi o alla vice-Gabibbo". Un po' informazione, un po' spettacolo, Le Iene soddisfa un desiderio della Ventura: "Volevo un programma divertente e serio nello stesso tempo. Sarà una cosa totalmente nuova".

Proprio nuovissima no, visto che si tratta di un format spagnolo, ma l'intenzione è di farne un programma diverso dall'originale, più adatto al pubblico italiano. Simona non nasconde che le piacerebbe essere tra gli autori: "Non so, deciderà la Rete, certo sarebbe bello firmare il programma. Comunque sia, prevarrà l'ironia e le iene colpiranno a tutti livelli: alcuni filmati saranno divertenti, altri più seri. E' stato Giorgio Gori con Leonardo Pasquinelli a farmi questa proposta. Sarà la mia svolta professionale, ne sono sicura".

Per la prima puntata, per esempio, Clive Griffiths con un coniglio in braccio insegue la Bardot chiedendole che fare. In un altro servizio Enrico Lucci rincorre Teodoro Buontempo, detto "er pecora", tentando di provocarlo, ma prendendosi del cretino. Due dei ragazzi, Dario Cassini e Peppe Quintale, affiancano Simona in studio, e tutti (completano la lista Marco Berry, Greg e Lillo, Lorenzini e MontiZap Mangusta, Claudio Pascoli) osservano rigorosamente il look "Blues Brothers", abito e occhiali scuri. All'inizio ascolti flop: media del 6,63%, con picco negativo del 4,63% (764.000 telespettatori).

Il 12 novembre 1998 la Ventura può sorridere per l'editoriale di Aldo Grasso: "Bentornata Simona Ventura, bentornate Iene! Leggermente appesantita dalla maternità (e meno male!), Simona ha ripreso il comando di una trasmissione che via via è migliorata, ha dato segni di crescita (non funzionava come striscia quotidiana, la cadenza settimanale le ha fatto bene), ha imposto uno stile. A condurre Le Iene (Italia 1, martedì, ore 23.10), con Simona, ci sono Fabio Volo e Andrea Pellizzari, rigorosamente ispirati ai Blues Brothers; lo studio, tuttavia, serve solo a smistare i servizi 'ienati', la vera forza del programma. Durante la Partita del cuore, una iena reporter intervista i protagonisti dell'incontro sul tema del doping infischiandosene però delle buone maniere e producendo un effetto straniante: aggiusta loro i capelli, ritocca una presunta sbavatura di rossetto, finge di pulire la giacca. Come sempre succede, nella rete cadono i pesci più virtuosi. Valerio Staffelli, l'inviato senza macchie e senza paura di Striscia, fa una figuraccia storica che si riverbera non poco sul suo ruolo di portatore di tapiri. Anche Enrico Lucci, nuovo acquisto, lontano dal Gatto e la Volpe (FerrettiBroccoli) riesce a dare il meglio di sè: il suo servizio sulla prostituta albanese, abbordata da un cliente italiano che viene poi intervistato sul tema 'la presenza degli albanesi in Italia', è di notevole spessore. Più si conoscono gli uomini, più si amano le iene. Così come il gioco scaramantico fra i giocatori della Lazio, che indossano una maglietta speciale, e Peppe Quintale è una trovata televisiva di ingegno. Il Mago Berry riesce a introdursi nel nuovo aeroporto di Malpensa 2000 nascosto dentro una valigia. La regia delle Iene è di Alessandro Baracco e gli autori sono Davide Parenti, Roberto Marcanti, Nicola Savino e Franco Stradella".

Nel 1999 la Ventura è il personaggio femminile dell'anno e Le Iene vince come miglior trasmissione al Premio Regia Televisiva. "Mi sembra perfino troppo - commenta la vincitrice - ma sono contenta per Le Iene: l'anno scorso vituperato, quest'anno osannato. Credo abbia vinto perchè è un programma cattivo in quest'epoca buonista, perchè ha un modo cinico e ironico di raccontare la realtà". E l'Oscar come personaggio? "Mi fa sentire un po' di responsabilità addosso: non sono più una promessa. Penso sia piaciuto il mio modo di condurre diverso dagli altri: lascio molto spazio alla mia personalità da maschiaccio a discapito della conduzione preparata. La gente percepisce che non prendo niente sul serio: mi vedono come la vicina di casa un po' pazza".

Nel 2000 quasi uno spettatore su quattro si sintonizza su Italia 1 per vedere in azione le Iene, pronte a smontare i personaggi e a denunciare il malcostume. La Ventura: "Ci godiamo il successo d'ascolto e soprattutto di impatto della trasmissione. Le Iene sono un virus che ormai ha contagiato l'Italia. Abbiamo rivoluzionato la tv. Con Le Iene si ride, ma si riflette anche. E' il segno che il programma non solo funziona, ma ha tracciato una strada nuova, ha fatto tendenza, creando un nuovo modo di intrattenere, un po' come accadde a Quelli della notte e Indietro tutta". La Ventura è convinta che "Le Iene siano a prova di plagio. C'è troppo lavoro dietro perchè si possa pensare di rifarle in quattro e quattr'otto. E poi abbiamo una squadra di inviati fenomenali. Che infatti si stanno imponendo anche fuori. Guardate Teo Mammucari. Purtroppo Raidue ce lo ha portato via per affidargli Libero. Ma è una forza della natura. Agli altri, tutti corteggiati dalla tv, dirò di stare attenti alle scelte che faranno". Alcuni hanno avvicinato la satira delle Iene al linguaggio di Striscia la notizia: "Striscia è un po' la madre di tutti i programmi. E' normale che trasmissioni di satira diventino non contro-informazione, ma vera informazione".

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