L'ispettore Coliandro 5, critici tv: investigatore lontano dalla tradizione italiana, indagini tra fumetto e noir

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina e Fagioli sulla fiction di Rai2 con Giampaolo Morelli trasmessa il venerdì sera e premiata dagli ascolti.

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RASSEGNA STAMPA su L'ispettore Coliandro 5 (voto: 6,5), la fiction di Rai2 con Giampaolo Morelli (7) premiata dagli ascolti (almeno il 10% di share il venerdì in prima serata nelle 6 puntate trasmesse). Ci sarà il seguito? Sì.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Coliandro è un poliziotto con tratti molto diversi dai tradizionali investigatori della fiction e della narrativa italiana: bello, simpatico, ma politicamente scorretto. Solitario nella vita, solitario negli affetti, solitario nei metodi d’indagine. Molto ironico e autoironico (fin troppo!), si trova spesso nei guai, ma va sempre in fondo alle sue indagini. Anche se, nella vita come nella fiction, non c’è peggior conformista di chi si sente anticonformista. Quella doppia identità che negli anni gli autori hanno cercato di cucire addosso a Coliandro (infilarsi nelle storie per sbaglio, innamorarsi e venir sempre lasciato, non essere considerato dai suoi superiori ma portare a termine i casi) qui finalmente calza a pennello. E poi, diversamente dalla fiction di genere italiana, la puntata è girata molto bene".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Guardarlo e sentirsi quasi in colpa tanto certi passaggi sono improbabili e altri improponibili. Poi basta poco per realizzare (a vedere gli ottimi ascolti dell'esordio hanno sobbalzato in parecchi) che dalla fusione di un personaggio creato da Carlo Lucarelli e la regia dei Manetti Bros esce in realtà il cartone animato Coliandro. Con un Giampaolo Morelli sempre più compiaciuto e disposto a farsi fare di tutto nelle storie ambientate a Bologna, passando per l'ultimo degli sprovveduti tanto poi alla fine la situazione la risolve lui. Vietato chiedersi il perché, ma quando la trama noir svolta su certi svincoli dark o tardo punk del Lucarelli quando si diverte, l'insieme funziona: e soprattutto piace a un pubblico di estrazione poco televisiva ma molto web-fumettistica che apprezza indolenze di racconto e regia adeguata".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Siamo di fronte a un poliziotto decisamente sui generis: il contrario di tutti gli eroi polizieschi televisivi. Per lui tutte le giornate sono di..., ma anche la vita appare a suo giudizio definibile allo stesso modo (il che non è molto edificante). Svagato e melenso, capace di complicare ogni cosa, relegato a mansioni secondarie, si trova sempre (per puro caso) nel mezzo dell'indagine più importante e finisce per risolverla (non si sa come) assicurando i colpevoli alla giustizia al termine di sequenze da cinema action, che sembrano aver ben poco a che fare con l'apatia del personaggio. Ci sono anche delle volgarità di troppo e qualche approssimazione nella costruzione dei personaggi, ma L'ispettore Coliandro resta pur sempre un caso televisivo, visto che è giunto alla quinta serie in dieci anni".

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