Luisa Spagnoli, critici tv: Wonder Woman degli ascolti, fiction tra storia e romanzo, i rischi della pubblicità non occulta

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina e Fagioli sulla miniserie di Rai1 con Luisa Ranieri che ha ottenuto ottimi ascolti.

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RASSEGNA STAMPA su Luisa Spagnoli (voto: 7), la fiction trasmessa su Rai1 lunedì 1 e martedì 2 febbraio con ottimi ascolti (superiori ai 7 milioni di spettatori, share tra il 26 e il 29%).

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Non c’è dubbio che Luisa Spagnoli, una pioniera dell’imprenditoria italiana del primo Novecento, sia stata una figura di grande rilievo. Il problema è se la fiction che Raiuno le ha dedicato sia all’altezza del personaggio. Dal punto di vista dell’agiografia, la missione è compiuta. Ne esce fuori un ritratto (un «santino», verrebbe da dire) di donna bella, determinata, fantastica e di successo. Porta le donne in fabbrica, introduce la nursery e il diritto all’allattamento. Dal punto di vista della scrittura, invece, le perplessità non sono poche. A parte Luisa Ranieri (è così bella che riempie la scena), la recitazione è modesta (la regia è di Lodovico Gasparini), ma soprattutto la sceneggiatura di Franco Bernini e Gloria Malatesta sembra scritta consultando i cartigli dei famosi «Baci Perugina». Nuove frontiere del product placement. Pongo un problema, da ingenuo. Nei titoli di coda sta scritto che nel programma sono stati inseriti a fini promozionali i prodotti della Nestlé e di Luisa Spagnoli. Siccome si tratta di Servizio pubblico, sarebbe interessante sapere quanto i negozi «Luisa Spagnoli» hanno investito in questa fiction. Per due sere (più tutti i promo), sulla rete ammiraglia della Rai, il marchio ha avuto una visibilità incredibile, difficile da contabilizzare. A questo punto, tutte le grandi imprese potrebbero pretendere una fiction sul loro fondatore".

Antonio Dipollina su Repubblica


"La via, chissà quanto obbligata, è stata disegnare una Wonder Woman d'epoca riducendo a bozzetto tutto il resto e a macchiette gli oppositori. Si può eccepire su tutto, non su Luisa Ranieri - coinvolta ai massimi - a patto di interrogarsi sul perché in casi simili il popolo tv accorre in massa facendo sparire il panorama attorno".

Andrea Fagioli su Avvenire


"La fiction funziona. Fatti salvi alcuni momenti romanzati, come il motivo del nome 'Bacio' per il cioccolatino nato come 'Cazzotto', o eccessivamente didascalici, come le adunate in cortile delle operaie con i pistolotti della Spagnoli, il resto del racconto procede con buon ritmo e intensità, bilanciando gli elementi della storia, senza far prevalere la vita privata sulla professione o viceversa, presentando la figura a tutto tondo di una donna molto severa (pur nella contraddizione di essersi divisa tra marito e amante), di fascino particolare, dal talento istintivo e grande innovatrice. Per il resto, tv e cucina, pasticceria compresa, sono in questo momento vincenti. Inoltre, il binomio cioccolato e cinema non è una novità. Film a cui ispirarsi non mancavano di certo agli autori di Luisa Spagnoli. Modelli a sfare anche sul versante della moda, su cui si è concentrata la seconda parte e anche la pubblicità che ha accompagnato la fiction, in particolare quella del profumo della casa, sponsor diretto e 'benefattore' lunedì per alcuni quotidiani".

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