Marco Mengoni e la passione per i dischi in vinile: "Sono un maniaco, il 33 giri è un'esperienza sonora che va fatta"

Il cantante, intervistato da Repubblica, racconta quando è nato l'amore per il 33 giri e cita alcuni dischi di riferimento da ascoltare in quel modo.

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Repubblica sottolinea in un articolo il ritorno dei dischi in vinile tra i consumatori di musica (non è un caso se la Fimi ora pubblica una classifica settimanale anche per i 33 giri) e riporta la "testimonianza" di un intenditore doc, Marco Mengoni.

Il primo vinile che ricorda è Il mio canto libero di Lucio Battisti, "quello con tante mani in copertina". E l'ultimo che ha acquistato - "ma ancora non l'ho ascoltato, devo trovare il momento giusto" - è Blackstar di David Bowie.

Mengoni, l'artista che ha più venduto in Italia nel 2015, ha una sconfinata passione per il vinile, "sono un maniaco". Passione che appare anche nel titolo del suo singolo Parole in circolo, in uscita venerdì 29 gennaio.

"Parto avvantaggiato - racconta - sono cresciuto in una famiglia di fanatici. So che si tratta di un oggetto che non fa parte del corredo musicale della mia generazione, tutta mp3 e cd. Ma grazie ai miei sono stato iniziato al 33 giri. Innanzitutto voglio dire ai ragazzi della mia età di non aver paura del disco: non è uno strano oggetto nero volante. Siamo abituati alla musica prodotta da macchine sofisticate. Ma sono mondi diversi, con il 33 giri si ascoltano frequenze che nel digitale vengono perse: proprio quelle che determinano le sensazioni di 'sporcizia' e 'calore' che associamo al vinile. E quell'esperienza sonora va fatta".

Esperienza che cerca di riprodurre anche come musicista: "Per un mio disco, Solo, ho riversato il suono su nastro e poi passato tutto in digitale".

Quali album vanno ascoltati in vinile? "Il vinile ha segnato un'epoca. La migliore musica del passato è stata pensata per essere registrata su quel supporto. Ed è meglio ascoltarla su quegli strani oggetti neri...".

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