E' arrivata la felicità, critici tv: fiction scanzonata e impertinente, salto nella contemporaneità per Rai1, gay coppia perfetta

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Fagioli e Granchi sulla fiction di Rai1. Ascolti positivi ma non eccezionali. Ci sarà la seconda serie?

RASSEGNA STAMPA su E' arrivata la felicità (voto: 7), la fiction di Rai1 con Claudio Santamaria (7,5) e Claudia Pandolfi (7). Ascolti positivi attorno al 17-18% di share ma inferiori ad altre serie della rete. Ci sarà un seguito? Nessuna ufficialità in merito, forse sì o forse no.

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Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Per Viale Mazzini È arrivata la felicità è finalmente un salto nella contemporaneità dove dal quotidiano schizzano fuori, come una scatola a sorpresa, colpi di scena turbinosi e il tradizionale concetto di famiglia (su Rai1!) viene striato da una inquietante perfidia. È una commedia che a tratti si trasforma in farsa scanzonata e impertinente, costruita per irridere i convenzionalismi e le piccole miserie che ci appartengono. I protagonisti interrompono la storia per rivolgersi direttamente al pubblico (un tempo si sarebbe parlato di «straniamento») e dare vita a una serie cospicua di sottotrame, dove ilarità e ironia si rincorrono felici. A essere pignoli, le battute a volte sono un po’ telegrafate e in Tutti pazzi per amore c’era più coraggio espressivo".

Antonio Dipollina su Repubblica


"In origine c'era Tutti pazzi per amore e fece colpo (il trio di autori Cotroneo-Rametta-Bises). In scia ecco È arrivata la felicità, una sorta di upgrade consistente del vecchio Medico in famiglia (qui famiglia allargata) con storie di neo-single per disamore o per forza, trame collaterali di coppie giovani gay, nonché solidi personaggi da commedia vecchio stile. Succede quasi di tutto, ma a reggere è l'empatia-video di Claudio Santamaria e Claudia Pandolfi che si impegnano assai e serve un cuore di pietra per restare indifferenti alle loro gioie e dolori. Ogni tanto gli autori riescono a infilare gag ambiziose, a patto di non perdere mai la rotta. In quanto la sfida rimane quella di stanare un pubblico che non è quello delle serie Usa e non è nemmeno quello tradizionale, di immane pigrizia come dimostra il successo di cose prolungate nel tempo come Provaci ancora prof".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Il moderno, la sorella della protagonista che aspetta un figlio dalla compagna, bilancia l'antico, e cioè l'intolleranza di mamma e papà. La fiction prende in giro anche il politicamente corretto dei nonni, deliziosi. C'è molta architettura, si azzarda persino lo scontro tra spazi aperti e spazi chiusi".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Orlando e Angelica ti guardano negli occhi, ogni tanto parlano alla macchina da presa. È una tecnica innovativa e smitizzante del genere. Potrebbe essere un accento sulla finzione delle fiction. Ma potrebbe anche dare un apparente valore d''autenticità' al pari di quello che si ricava dai reality quando i protagonisti entrano nel 'confessionale' e parlano al conduttore. C'è poi in questa, come in quasi tutte le altre fiction del momento, la componente familiare, più o meno articolata, più o meno problematica. Quasi sempre, però, spunta il confronto a scapito della famiglia cosiddetta tradizionale. Ma il vero problema è che nelle coppie eterosessuali prevalgono le nevrosi, le falsità, il cinismo. In quelle omosessuali (lesbiche nel caso specifico) prevalgono equilibrio, sincerità e premura. Valeria e Rita sono insomma, nella finzione, la coppia perfetta e la discriminazione, verso la realtà, si ribalta".

Monica Granchi su L'Unità


"Il pubblico apprezza la famiglia allargata, l'amore saffico, il potere degli adolescenti finalmente protagonisti e i sentimenti messi sopra ogni cosa".

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