X Factor 9, critici tv: format ormai consolidato, tutto perfetto grazie al ricco budget ma manca il brivido...

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Dondoni, Mangiarotti e Bocconi sulla nona edizione del talent show trasmessa il giovedì sera su Sky Uno. Ascolti in calo.

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RASSEGNA STAMPA su X Factor 9 (voto: 7), in onda il giovedì sera su Sky Uno. Ascolti in media di 1.017.000 spettatori con un calo del 12,1% rispetto ai 1.158.000 del 2014 (dati Auditel).

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Difficile trovare un difetto a X Factor. Skin è ancora parecchio in difficoltà con l'italiano ma è capace di riempire la scena con personalità e carisma ben più di altri personaggi, madrelingua italiani, che hanno fatto negli anni scorsi parte della giuria. Il meccanismo è noto e inevitabilmente si ripete, quindi alla produzione e agli autori spetta il compito impegnativo di mantenere vivo l'interesse promuovendo un'alta qualità della scrittura, dell'allestimento, della selezione dei talenti. Il programma ci ha anche ricordato che la televisione può essere un mezzo di comunicazione con un forte impatto visivo, che può esprimere una sua forma d'arte che passa attraverso un uso creativo di scenografia, luci, regia. Certo avere un budget importante alle spalle aiuta non poco".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Vige da anni una convenzione, probabilmente firmata in luoghi segreti e nottetempo: bisogna dire che magari non è la cosa musicale del secolo ma è realizzata dall'Onnipotente in persona e alla fine è bellissimo tutto. Poi, per capire cosa sta succedendo davvero nei live (il giovedì su SkyUno) tocca fidarsi del flusso social di commentatori. Che non sembrano felici ma siamo anche a: chi ne dice bene e chi ne dice male. Chi rimpiange Morgan e chi no. I concorrenti, le canzoni, le scelte? Che dire, magari non è il massimo, ma come è fatto bene tutto quanto".

Luca Dondoni su La Stampa


"Edizione che, al di là dei proclami della produzione (record su record, edizione più bella di sempre, più seguita, più twittata, condivisa, più tutti i superlativi che vi vengono in mente) ha finora un bilancio contrastato: seguita da circa due milioni di spettatori, che hanno inviato 19 milioni di voti, è piaciuta poco alla critica (i principali capi d’accusa per i cantanti: personalità deboli, gruppi senza una chiara direzione e interpretazioni a volte deludenti) e ha trovato meno spazio sui giornali, forse perché - senza Morgan tra i giudici - sono mancate polemiche e colpi di testa".

Marco Mangiarotti su Qn


"Dal vivo X Factor 9 non perde forza nel racconto e alza ancora una volta l'asticella. Una gara senza gerarchia è molto meno appassionante di una sfida annunciata per merito. Devono vincere gli Urban Strangers, duo acustico a geometria variabile, dal potenziale e dalla sensibilità musicale, a questi livelli, inauditi. Bravi giudici, produttori, grande Alessandro Cattelan, imprevedibile Luca Tommassini. Molti problemi tecnici in diretta con le band".

Riccardo Bocca su L'Espresso


"Sky dovrebbe annunciare che quella in corso è un'edizione sbagliata. Al di là degli splendenti share incassati. Che meraviglia immaginarlo. E che preziosa psicoanalisi sarebbe. Lo show è di una bellezza abbagliante, grazie al fantascientifico direttore artistico Luca Tommassini. Le aspiranti popstar, anche spiate dal vivo, sono cariche di talento. Alessandro Cattelan è la video-bravura fatta persona. E poi ci sono la giuria e il suo equilibrio chimico. Cosa volere di più? Oltre c'è il nulla, anzi l'utopia di un meglio impossibile da realizzare. Ma proprio in questa esattezza è incluso il male che ha colpito X Factor e che lo rende uno spettacolo al tempo stesso vivo e morto. Tutto è lindo, efficiente, scorrevole e però (in)tanto superficiale. Senza mai il brivido di una contestualizzazione artistica o di un'analisi che esalti il senso della gara. Perché insistere quando si è già sfondato il cielo? Forse soltanto per quella cosa che si chiama denaro".

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