L'isola di Adamo ed Eva, critici tv: ironia solo con Luxuria, programma troppo scritto, dialoghi imbarazzanti tra i nudi

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Parente, Fagioli e Delbecchi sul format proposto il mercoledì sera su Deejay Tv. Ascolti discreti.

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RASSEGNA STAMPA su L'isola di Adamo ed Eva (voto: 6), il dating show trasmesso il mercoledì sera su Deejay Tv con la conduzione di Vladimir Luxuria (6,5). Buoni ascolti per la rete.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Il meccanismo è quello classico del dating show: un uomo e una donna si ritrovano su una spiaggia paradisiaca per fare conoscenza, corteggiarsi, forse intrecciare una relazione. Ma cosa succede quando un terzo spasimante s’intromette tra i due? Un po’ meno classica è la scelta di far partecipare al gioco dei concorrenti completamente nudi: provvidenziali pixel coprono le pudende (anche nella versione «xxx», in onda in tarda serata), ma per la prima volta sulla tv generalista si mostra il lato b in versione integrale. La nudità dovrebbe innescare delle interessanti dinamiche psicologiche individuali e di coppia (fragilità, sicurezza di sé, esibizionismo), ma non sempre ci riesce. Diciamolo subito: più che Adamo ed Eva, i concorrenti sembrano moderne versioni di Tarzan e Jane. Tatuatissimi, palestrati, non lontani dall’immaginario del Grande Fratello, dei tronisti e neanche da quello anni 90 di Colpo di fulmine, potrebbero essere usciti dal romanzo Troppi paradisi di Walter Siti. Vladimir Luxuria, che conduce il programma, è culturalmente superiore a loro e questo a volte le permette un divertente controcanto alle loro tresche amorose. Per andare sul tecnico, come in tutti i reality la riuscita delle puntate dipende dal cast: quando dà margine per puntare sull’ironia e sulla presa in giro, il programma diventa divertente e si trova una ragione per seguirlo oltre il voyeurismo. Ma se i concorrenti hanno poco da dire e soprattutto si prendono troppo sul serio, la gabbia del corteggiamento forzato rischia di diventare una costrizione narrativa e il racconto dà l’impressione di essere troppo «scritto»".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Meravigliosi i sistemi di travisamento via pixel delle vergogne – è il grosso del lavoro. Quasi commovente (si fa per dire) Luxuria che cerca di far passare un filo di ironia. Il gioco è un appuntamento a due sull'isola in cui arriva il terzo incomodo: ovviamente i nostri eroi son tutti giovani e belli. Le dinamiche, a quel punto, innescano una noia che non si può descrivere".

Massimiliano Parente su Il Giornale


"Dialoghi imbarazzanti e imbarazzati. Inoltre non c'è niente di più innaturale di questi format, inquadrature e storyboard costruiti quanto una pubblicità di un'agenzia di viaggi, sabbia bianca e mare cristallino e neppure una zanzara, non si sa neppure dove fanno la cacca".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Qui di realtà c'è ancora meno che in tutti gli altri reality. Il che é tutto dire. Qui c'è scrittura, che vale per quello che vale. Ci sono inquadrature studiate, panoramiche, droni, montaggio per un prodotto comunque molto discutibile, nonostante un tentativo di lettura psicologica delle fragilità umane dietro l'apparente robustezza del corpo".

Nanni Delbecchi su Il Fatto Quotidiano


"Il format mette a nudo gli spettatori: da un reality vogliono le stesse cose di quando Renzo Montagnani spiava Anna Maria Rizzoli sotto la doccia, solo che ora si risparmia sull'acqua corrente. Per colmo di egualitarismo viene messa a nudo anche Luxuria: oltre che l'attivista, la deputata, l'attrice, la scrittrice e l'opinionista ecco cosa voleva fare davvero nella vita. Condurre un reality show".

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