Le cose che non ho il nuovo album di Marco Mengoni (audio): 11 brani nella tracklist, significato e collaborazioni

E' uscito il nuovo brano del vincitore di X Factor 3 e del Festival di Sanremo 2013: ecco l'audio dei brani, la tracklist, la cover e le curiosità.

E' uscito per Sony Music Le cose che non ho, il nuovo album di Marco Mengoni, undici brani inediti che completano la “playlist in divenire” nata con l’album multiplatino Parole in circolo uscito lo scorso gennaio. Realizzato tra Milano e Los Angeles e prodotto da Michele Canova, Le cose che non ho prosegue il percorso artistico inaugurato un anno fa con il successo di Guerriero.

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Le cose che non ho, la tracklist e il significato delle canzoni del nuovo album di Mengoni


"Le cose che non ho è il titolo che ho scelto per ricordare a tutti, ma prima di tutti a me stesso, quanto sia importante sapersi guardare dentro, imparare a godersi gli attimi della vita, i singoli momenti che compongono una giornata, e - nel mio caso- la fortuna che mi è capitata di fare ogni giorno quello che più mi piace. E’ una delle ballad più importanti del disco e anche per questo ho voluto che fosse la title track dell’album”.

Le cose che non ho (Vol. 2di2) contiene Parole in circolo, il brano che ha dato il titolo all’album precedente, e che rappresenta il vero e proprio manifesto di tutto il progetto e di questo momento artistico del cantautore di Ronciglione. Scritta da Mengoni con Rory Di Benedetto (che con Marco scrive anche Ricorderai l'amore, Resti indifferente e Dove siamo) e Maurizio Musumeci, il brano è il pensiero di Marco oggi: “Quante cose fai che ti perdi in un attimo, quanti amici hai che se chiami rispondono, quanti gesti fai per cambiare in meglio il mondo… Libero libero libero mi sento libero”. Parole importanti che ancora di più, in queste giornate, ben rappresentano l’universo di Marco, proposto con un canto per lui del tutto inedito, in forma “quasi parlata” senza mai forzare la voce che più che mai è lo strumento per consegnare delle parole…”in circolo”.

Per questo nuovo album Marco ha voluto confermare alcune importanti collaborazioni. Come quella con Fortunato Zampaglione con il quale, dopo il clamoroso successo di Guerriero (4 dischi di platino e oltre 38 milioni di view), firma Ti ho voluto bene veramente che, uscito lo scorso 16 ottobre, ha anticipato l’uscita del nuovo disco conquistando oltre 13 milioni di view ed è già stato certificato platino.

O come quella con Ermal Meta (co-autore di Pronto a correre, 20 sigarette, Natale senza regali) con cui firma Le cose che non ho, Ad occhi chiusi, e con Dario Faini (con Mengoni e Meta è autore del successo dell’estate Io ti aspetto), che in questo nuovo progetto è ancora con loro co-autore de La nostra estate.

Ma anche nuove collaborazioni come quella con Antonio Filippelli che, insieme a Ermal Meta e Mengoni, collabora per Nemmeno un grammo, dove per la prima volta Mengoni si cimenta un'interpretazione rap hip-hop, con uno stile che rende il canto più corposo e deciso.

Nell’album la partecipazione straordinaria di Sia, una delle più acclamate protagoniste della scena pop internazionale, che ha voluto regalare un brano a Mengoni: Rock bottom, l’unico brano in inglese del disco. Il brano, scritto appositamente per la voce di Marco, rappresenta una vera eccezionalità: l’unico altro artista europeo per cui la cantautrice Sia Furler ha composto fino ad oggi è stato infatti il dj David Guetta. “E’ un grande privilegio quello di poter collaborare con gli artisti che si stimano di più – ha dichiarato Mengoni - Considero Sia la più interessante cantautrice pop del momento. Apprezzo moltissimo il suo modo di comporre e trovo che il suo gusto sia straordinariamente affine al mio nella costruzione di alcune sonorità”.

Uno degli aspetti più evidenti di questo album è proprio la parte degli arrangiamenti vocali curati personalmente da Marco e che già erano presenti in Parole in circolo. “La voce è uno strumento, come il piano, la chitarra, il basso. L’utilizzo delle 'voci' (i cori sono un’altra cosa!) ne Le cose che non ho è quello di un tappeto musicale che traccia in alcuni casi la stessa linea melodica del brano e la arricchisce; come per esempio è stato per Guerriero o come in questo nuovo album è per La nostra estate, dove ci sono tracce di sonorità di canti e strumenti 'masai', o come in Nemmeno un grammo”.

In Ad occhi chiusi, la prima vera ballad dell’album, è eccezionalmente presente la tromba del maestro Marco Tamburini con cui Mengoni ha collaborato nella stesura del brano poco prima dell’estate e a cui resta e resterà sempre profondamente legato.

Nell’album un’altra partecipazione straordinaria: quella di Giuliano Sangiorgi che firma testo e musica di Solo due satelliti, impreziosito anche dal cameo della sua voce. “Trovo che i duetti debbano nascere da una relazione 'reale' tra le persone”, afferma Marco. “Sono ammirato da coloro che riescono a duettare 'a distanza'. Per me la voce è uno strumento che si nutre di sangue, forza e passione e trovo che sia importante riuscire a stabilire un’armonia vocale che solo una reale interazione può dare. Giuliano mi ha fatto sentire alcuni suoi brani. Mi piacevano tutti ma Solo due satelliti mi ha colpito veramente e ho capito subito, sentendola nel provino ‘pianoforte e voce’, che si sarebbe inserita perfettamente nel racconto del disco”.

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