Valerio Scanu: "Mi criticano per avere visibilità, le radio non trasmettono le mie canzoni perché ho attaccato le major"

Ecco le dichiarazioni del cantante-vincitore di Tale e quale show 5-torneo dei campioni, intervistato da Nuovo, Grand Hotel e L'Unione Sarda.

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"Non mi aspettavo di vincere anche se ovviamente ci speravo. Per me la vincitrice doveva essere Serena Rossi che nell'ultima puntata ha offerto una performance davvero eccezionale. Comunque, visto che si tratta di una gara, vincere fa sempre piacere. Non è vero che l'importante è partecipare": lo dice schiettamente Valerio Scanu, intervistato da Nuovo, dopo il successo a Tale e quale show 5 nel torneo dei campioni.

"Non è facile - aggiunge - rientrare dopo 11 puntate in un gruppo già collaudato, fra l'altro non è mai accaduto che un concorrente delle passate edizioni vincesse. Ma devo fare i complimenti a Francesco Cicchella, lui è un bravo professionista".

Sull'imitazione di Luciano Pavarotti: "Sarò sincero, durante le prove l'avevo imitato molto meglio. Quindi non ero particolarmente entusiasta della mia esibizione. Insomma, l'emozione mi ha giocato un brutto scherzo. Quando si interpretano certi personaggi c'è sempre il rischio di eccedere: vestire i panni di Pavarotti, un artista così grande a livello mondiale, è stata una bella responsabilità".

E poi: "L'imitazione di Stevie Wonder è stata quella più riuscita ed emozionante. Ma anche quelle di Alex Baroni e Conchita Wurst. Ogni esibizione mi ha regalato qualcosa di diverso e non ne rinnego alcuna".

A Grand Hotel ricorda le critiche di cui è stato bersaglio: "Anni fa sono stato criticato per i miei boccoli e per il ritornello del brano con cui ho vinto Sanremo nel 2010, 'in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi', che invece ancora oggi è sulla bocca di tutti. Lo scorso marzo, poi, quando ho partecipato all'Isola dei famosi, sono state le mie ciabattine a finire nel mirino e qualche mese fa mi hanno addirittura attaccato per la canottiera che ho messo all'asta per raccogliere fondi a favore di un'associazione che aiuta i malati oncologici, i soliti ignoranti l'hanno definita un mini-abito. Ora certe battute, vedi 'accoltellare il pandoro', in questo periodo così difficile a livello mondiale, si devono evitare. Ciascuno dovrà prendersi le proprie responsabilità... Parlare di me dà visibilità: si movimentano i social, si scatena il web, si finisce in prima pagina. Chi non brilla di luce propria ha evidentemente bisogno di usare quella altrui per farsi vedere...".

E ora lavora per il prossimo album, prodotto dalla sua etichetta indipendente: "Spero che l'ostracismo delle radio finisca - afferma a L'Unione Sarda - ma me lo aspettavo, ho sparato a zero sulle major, loro fanno accordi con le radio a prescindere dal talento".

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