Tale e quale show 5, ottimi ascolti (5,1 milioni e 23,43%). Critici tv: tra nostalgia e kitsch, varietà vecchio stile

Ecco le recensioni di Grasso e Delbecchi sulla quinta edizione del programma di Rai1 con vip-imitatori. Ottimi ascolti.

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RASSEGNA STAMPA Ecco cosa scrivono i critici televisivi su Tale e quale show 5 (voto: 7), trasmesso il venerdì sera su Rai1 e condotto da Carlo Conti (7). Ottimi ascolti: programma leader incontrastato per undici settimane consecutive e in cui è stato seguitissimo dal pubblico più giovane (la media nel target 15-24 anni è di circa il 25% di share) e, con una media di 5.137.000 spettatori e del 23,43% di share, si conferma lo show di intrattenimento più visto di questa stagione televisiva (in share è anche il programma di prime time più visto in assoluto). Quest'edizione è stata vinta da Francesco Cicchella mentre il torneo dei campioni ha premiato Valerio Scanu.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Via Christian De Sica, dentro Gigi Proietti, via un attore che è anche un celebre volto televisivo, dentro un altro personaggio dalle caratteristiche simili, per non turbare il pubblico di Rai1, per non rischiare di incrinare una formula di successo (ma De Sica funzionava meglio). E' ormai chiaro che in Tale e quale convivono due anime. Da un lato quella rassicurante, fondata sulla logica della copia, sul continuo ritorno dell'identico, sull'effetto da museo delle cere, sul mettere da parte la novità in favore del rincuorante tepore della nostalgia per un passato lontano o anche molto prossimo ma comunque 'già noto'. Insomma, tutto quello che ci si aspetterebbe da uno show per un canale generalista. Ma in Tale e quale c'è anche un'altra anima, meno scontata, più sottile e kitsch, legata al gioco degli opposti, all'eccesso di tradizioni spettacolari lontane da quelle della tv tradizionale. E l'effetto è subito straniante, genera un curioso ibrido tra popolare e nicchia. Ci si aspetterebbe (magari!) un finale horror, con le copie che sostituiscono silenziosamente gli originali, almeno nell'immaginario del piccolo schermo, come nell'Invasione degli ultracorpi".

Nanni Delbecchi su Il Fatto Quotidiano


"Solo apparentemente il programma condotto da Carlo Conti è anch'esso una gara di imitazioni. In realtà è uno show vecchio stile che a sua volta imita se stesso, un varietà sulla morte del varietà. Le imitazioni riescono quasi sempre perché il cast funziona ma anche perché Tale e quale incarna lo spirito del tempo, il tempo delle citazioni, il senso di vuoto cosmico che si nasconde dietro la caccia ossessiva ai nuovi talenti. Perfino la scelta dei giudici fa rivivere il fantasma. Poi c'è Conti, l'anodizzato conduttore fumé capace di uscirne più abbronzato che mai, come se il passato fosse una grande Miami Beach".

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