Pechino Express 4, vincitori Antipodi a Blogo: "Ma quale lobby gay? E' il trionfo della normalità. Espatriati forti ma scorretti"

Pechino Express 2015 raccontato dai vincitori Andrea Pinna e Roberto Bertolini: intervista di Blogo.

INTERVISTA A BLOGO Andrea Pinna (la webstar artefice de Le Perle di Pinna) e Roberto Bertolini (personal trainer della palestra Milano Fitness Lab di Milano) sono gli Antipodi ma soprattutto i vincitori della quarta edizione di Pechino Express, l'adventure reality di Rai2. "E' stato il trionfo della normalità", dicono loro a Blogo. "Non apparteniamo a nessuna lobby gay. Nessuno ci difende o dà privilegi".

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Vi aspettavate la vittoria?

R: "Io non me l'aspettavo. Mi ha fatto molto piacere ma non c'avrei puntato neppure un euro".

A: "Anche noi, come i telespettatori, abbiamo scoperto solo lunedì sera di aver vinto. Ma ne ero sicuro. Il problema di Pascal con il tassista credevo fosse durato molto meno. E invece hanno avuto un forte ritardo, fino ad allora eravamo alla pari".

E' stata una botta di fortuna...
A: "Beh, almeno per una volta... la volta giusta. Avevano vinto sempre loro".

Avete battuto la coppia più forte e competitiva?
R: "Io sono molto sportivo, bisogna dare onore ai più forti: gli Espatriati erano fisicamente i più forti, avevano una tenacia incredibile. Pascal scorretto quanto vuoi, ma ha una forza di volontà pazzesca. Spesso, però, i più forti non vincono. Va bene così, Pechino non è un'Olimpiade sportiva".

A: "Mi facevano venire i nervi. Kang, poverino, è una persona divertente e tranquilla. Son, invece, sarebbe stato disposto a tutto".

Hanno parlato di "trionfo della lobby gay"...
R: "Io non credo che la lobby gay ci abbia aiutato perché non faccio parte di nessuna lobby (ride, ndB). Nessuno mi difende o mi dà dei vantaggi. E' stata la vittoria di due ragazzi che hanno la loro vita, fanno le loro cose come tanti altri. E' stata, paradossalmente, la vittoria della normalità".

E' stato un viaggio tosto?
A: "E' stato molto più difficile rispetto a quello che si vede in tv. Il montaggio, per non annoiare, non fa capire la fatica che noi viaggiatori facevamo...".

R: "Anche io ho sentito fatica e trovato molte difficoltà ma ci sono state anche molte gioie e bei momenti, Io, poi, nello sforzo fisico trovo una soddisfazione profonda. Pechino è un colpo al cuore, un'esperienza profonda, me la porterò dietro per tutta la vita... mi ricorderò solo le cose belle, anche se ci sono stati tanti momenti in cui ho detto 'Basta, voglio tornare a casa, chi me l'ha fatto fare?'".

Quest'esperienza vi ha messo a dura prova anche a livello psicologico. In effetti tu e Roberto avete litigato spesso, praticamente sempre...
A: "Io litigo sempre con tutti, quando c'è qualcosa che non mi va bene, la dico subito. Noi litigavamo continuamente ma senza mai esagerare. Io son così: litigo, dico le cose peggiori, poi mi passa tutto e faccio finta di niente. Sono istintivo, non sono normale".

R: "Noi non abbiamo la possibilità di litigare fuori dal programma. La vita normale prevede la fuga, Pechino Express no. Se succede qualcosa devi rimanere lì e non puoi dire 'Sai che c'è? Ci vediamo domani'. E' tutto molto amplificato. E' vero che abbiamo litigato molto ma fa parte del rapporto fra due persone che si possono pure permettere di arrabbiarsi fra loro. E' stata anche una valvola di sfogo".

"Coccoh": quando e come è nato questo vostro soprannome?
A: "Ho iniziato a chiamarlo così sin da subito, quando ci siamo conosciuti. A me quando un nome non piace, lo cambio. E il nome Roberto non mi prendeva. Un giorno Roberto si era tagliato i capelli, la sua testa era esattamente identica ad una noce di cocco. Allora ho iniziato a chiamarlo 'Cocco', per me era il suo nuovo nome".

Da quanto tempo vi conoscete?
A: "Ci frequentiamo da gennaio, vado in palestra da lui. Roberto è il mio personal trainer anche se i risultati sono scarsi".

Andrea, non ti applichi?
A: "Non mi applico, lui è molto paziente... e con me ce ne vuole molta".

Roberto, non si applica?
R: "E' la mia peggiore pubblicità. Non si applica perché è pigro, non c'ha voglia ed io non obbligo mai nessuno. Amo la libertà degli altri. Però sto cercando di far cessare queste voci: da oggi dirò che non è un mio cliente, ci siamo conosciuti al bar (ride, ndB)".

La tua palestra ha avuto un 'boom' di iscritti dopo Pechino Express?
R: "Me lo chiedono tutti ma non ha avuto il picco di iscritti".

Forse non sanno dove si trova la palestra: dacci tutte le informazioni, allora...
R: "(ride, ndB) La mia palestra è la Milano Fitness Lab in Via Palmieri numero 61, a Milano. Mi possono contattare anche alla mail roberto@milanofitnesslab.it".

E' stata la tua prima esperienza a livello mediatico...
R: "Io sono una persona estremamente umile. La gente mi ferma per strada, i miei amici mi chiedono di festeggiare. Ma io non ho fatto nulla di straordinario o memorabile, non ho alcun merito. O, forse, uno ce l'ho: io e Andrea abbiamo rispecchiato tutte le persone normali. E' il potere della televisione".

Hai anche avuto modo di incontrare la tua 'idola' Ivana Spagna... 
R: "Sono contentissimo. Ho vissuto questo incontro come un ringraziamento verso qualcuno che mi ha sempre accompagnato con la sua musica. E, soprattutto, lei si è dimostrata una persona molto carina. Pensa che lunedì sera, durante la finale, mi scriveva e si è pure commossa con noi. Io ci credo, è una persona molto sensibile".

Andrea, ti è mancata la tecnologia?
A: "In realtà no, mi è solo mancato sentire costantemente i miei amici. Ma lì mi sentivo libero, non ho pubblicato nulla sui miei social ed è stato liberatorio".

Quando sono nate Le Perle di Pinna?
A: "Il progetto è nato il 1 novembre del 2010, cinque anni fa. Io scrivevo già queste 'perle' sul mio profilo di Facebook, avevano iniziato a seguirmi pure persone che non conoscevo. Allora ho deciso di aprire una pagina pubblica...".

Il successo è stato clamoroso. Non sono la pagina ma anche t-shirt, libri... si può guadagnare molto dal web?
A: "Si può guadagnare abbastanza ma bisogna farlo con serietà e costanza come qualsiasi altro mestiere. Quando ho iniziato scrivevo anche otto ore al giorno...".

Adesso tornerai lì o hai sogni diversi?
A: "Il web rimane la mia piattaforma preferita, non andrò mai via. Ho delle altre realtà che mi piacerebbe sperimentare per esempio la radio che facevo già in Sardegna. La tv? Non lo so, non si può far tutto. Solo se ci sarà qualche progetto interessante. Oggi, poi, esce la mia collezione di pigiami per Yamamay".

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