Ascolti sospesi, Giletti: "Ho battuto Amici e la De Filippi mi telefonò per complimentarsi". Parlano Conti, Arbore, Mentana...

All'Ansa, all'Adnkronos, a La Stampa e a Il Giornale parlano direttori di rete, conduttori e registi dopo la decisione del CdA dell'Auditel di non comunicare gli ascolti per 14 giorni.

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Sospensione dei dati Auditel per due settimane? Ecco le reazioni di direttori di rete, conduttori, giornalisti, addetti ai lavori rilasciate alle agenzie di stampa Ansa e Adnkronos e ai quotidiani Il Giornale e La Stampa.

Con un tweet il direttore di Rai1 Giancarlo Leone ironizza: "Da domani dovremo essere riservati ed esultare o meno solo tra di noi. E per due settimane i media che cosa scriveranno?".

Andrea Vianello, direttore di Rai3, sottolinea: "Per quanto ci riguarda non cambia niente, i rilevamenti Auditel non saranno diffusi ma a noi daranno lo stesso le indicazioni che servono, non penso ci possa essere alcun condizionamento".

Per Corrado Formigli "non cambia assolutamente nulla perchè di fatto le emittenti continueranno ad avere i risultati d'ascolto a disposizione ma aspettiamo che si faccia chiarezza come tutti, con serenità. Questo stop certo non ci ha indotti a stravolgere la nostra scaletta. Tra l'altro ci sono argomenti importanti da affrontare con tanti ospiti in studio, come la legge di stabilità, l'inchiesta di Milano e tanti altri servizi di approfondimento".

Carlo Conti, re incontrastato del venerdì sera con il suo Tale e quale show, è il più ironico di tutti: "Sabato mattina ci sveglieremo più tardi. Vuol dire che non staremo lì con l'orologio ad aspettare i risultati. In realtà non mi sarebbe neanche dispiaciuto stare sei mesi senza Auditel: sarebbe stata una bella sfida vedere cosa sarebbe successo alla tv". Dunque anche il prossimo Sanremo senza ascolti? "Meraviglioso, senza ansie", risponde divertito. Poi conclude: "Per noi addetti ai lavori non cambierà niente. Comunque teniamoci queste due settimane di tregua".

"Senza l'Auditel ci saranno dei suicidi ma io non sarò tra questi - dice Enrico Mentana - L'Auditel può valere per delle trasmissioni che vanno in onda per qualche puntata o per fiction che devono vincere su altri programmi ma non quando fai un Tg per 365 giorni all'anno".

Renzo Arbore afferma: "Auspico che parta un vero rinnovamento, tenendo conto della tv generalista ma anche dell’altra tv che sta guadagnando punti. Come operatore e appassionato mi auguro che la nuova composizione tenga conto di età e livello culturale delle famiglie Auditel. Tanti anni fa scoprii che faceva parte delle famiglie campione solo il 9% di laureati e il 9% di giovani. Spero che le cose siano cambiate. In più aggiungerei un bottone per premiare da 1 a 10 il gradimento della trasmissione. Io ho avuto grandissimi successi con programmi di poco ascolto e programmi dimenticati che hanno fatto ascolti enormi. Per me vale la soddisfazione di essere scelto da un pubblico di qualità e non da quello che segue distratto per mancanza di offerta. Questo riguarda soprattutto l’intrattenimento".

Massimo Giletti dice: "Chissà quanti conduttori in difficoltà correrebbero subito ad accendere due o tre ceri alla Madonna. Si verificherebbe un'immediato calo nella vendita di digestivi, amari, ansiolitici. Io stesso che sono stato fortunato, e l'ultima clamorosa sconfitta l'ho subita solo cinque, sei anni fa, mi sentirei molto più sereno. All'ansia che mi piglia dal momento stesso in cui finisce ogni puntata dell'Arena, fino a quando l'Auditel del lunedì mattina mi tranquillizza, non mi sono mai potuto abituare. Non potrò mai dimenticare la telefonata che Maria De Filippi mi fece quando, un paio d'anni fa, una mia serata musicale su Mino Reitano battè di poco la semifinale di Amici. Lei mi chiamò e si complimentò. Generosità alquanto rara. Non credo a chi imputa all'Auditel l'abbassamento qualitativo dei programmi tv. Anzi: senza quel pungolo - malefico quanto si vuole, ma utile - la qualità peggiorerebbe. L'assenza dell'Auditel sarebbe come il sei politico a scuola. Quando andavo al liceo la legge Misasi stabilì che non si poteva dare meno di sei. Risultato: nessuno di noi studiava più".

Franca Leosini con Storie maledette ha sposato ascolto e gradimento: "Anche se si esula dalla scoperta sinistra penso che l’ascolto tv sia altro rispetto al passato. L’Auditel è inattendibile, punitivo, arbitrario, il rapporto qualità-prodotto si gioca su altri parametri. I giovani vedono in differita, registrano, seguono sul tablet. Bisognerebbe ripensarlo adottando parametri di oggi".

Cinzia Th. Torrini da regista regina degli ascolti auspica un nuovo sistema "che tenga conto anche della qualità e non di famiglie che accendono e poi neanche guardano. Sarebbe interessante fosse inserito un pubblico variegato e che si tenesse conto dell’on-demand. Io il mio Auditel lo faccio al mercato, nei negozi, lì capisci quanto e come si parla di un prodotto. Ho scoperto che per la miniserie Anna e Yusef ci ha seguito un pubblico che normalmente non guarda la tv e che va stimolato".

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