Ciccio Sultano a Blogo: "Pechino Express? Gli haters mi fanno ridere, no agli eccessi dei talent culinari"

Pechino Express 2015 raccontato da Ciccio Sultano degli Stellati: intervista di Blogo.

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INTERVISTA DI BLOGO "E' successo tutto velocemente. E' stata una bella esperienza, molto potente": Ciccio Sultano, chef Stellato, racconta così il viaggio fra l'Ecuador ed il Perù ripreso dalle telecamere dell'adventure reality di Rai2, Pechino Express. Era la prima esperienza televisiva per lei, ma il bilancio - confida a Blogo - è nettamente positivo: "Nonostante i pochi giorni mi sento cresciuto parecchio a livello umano".

Cosa ti ha colpito?

"Lì si crea un rapporto speciale con l'essere umano. Io non avevo mai bussato alla porta della casa di sconosciuti per chiedergli da mangiare o un posto per dormire. Abbiamo condiviso le nostre esperienze e loro ci hanno resi partecipi delle loro vite e delle proprie insicurezze. E' stato interessante".

Com'è andata con Philippe, il tuo compagno di viaggio?
"Ci conoscevamo già, come si conoscono tutti i cuochi. Era capitato di incontrarci ad alcuni eventi ed ogni volta era un grande piacere, ma non avevamo un rapporto di amicizia. Ora, invece, Philippe è diventato un mio amico, rimane un tassello importante per questa esperienza di vita. Lì eravamo quasi fidanzati, abbiamo pure dormito insieme e abbiamo conosciuto sia aspetti positivi che quelli negativi dei nostri caratteri".

A livello umano è stata una bella esperienza, ma a livello fisico? 
"Noi siamo cuochi, ogni grammo accumulato ci è costata tanta fatica... lasciarlo perdere in giro per il mondo crea dispiacere. E' stata sicuramente un'esperienza faticosa, potente. La rifarei e, se solo potessi, cercherei di impormi ogni anno un'esperienza di tale portata".

Hai pure dovuto cucinare durante alcune missioni. Ma quando arrivavate nelle case cosa succedeva? Chi cucinava?
"Io e Philippe abbiamo cucinato un paio di volte, altre volte ci affidavamo a chi ci ospitava".

Com'è il cibo in Ecuador e Perù?
"I menù ecuadoregni, si sa, senza riso e pollo sono spacciati. Anche i gamberetti vanno molto. Il Perù, invece, vive un lusso gastronomico importante grazie ad una corrente di cuochi che hanno inventato un modo diverso di percepire la cucina".

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Veniamo agli altri viaggiatori. Chi promuovi e chi bocci?

"Io sono abituato con i ristoranti: dico sempre quali sono i migliori, non parlo mai di quelli peggiori. Le persone più interessanti sono gli Antipodi: sono delle persone buone e belle, Pinna ha una grande carica di energia e sensibilità. Apprezzo anche Paola Barale e Luca Tommassini, con loro si poteva instaurare un dialogo più 'alto'".

Hai litigato con Son Pascal degli Espatriati...
"Lui si racconta da solo, c'è poco da aggiungere. Fondamentalmente sono tutti bravi ragazzi ma lui ha un modo di percepire la vita che non sarà mai come il mio".

Questa è stata una delle tue prime esperienze televisive. Come stai vivendo la 'popolarità' ed il riscontro del pubblico?
"Ho avuto altre esperienze a livello televisivo, ma meno importanti e più riferite al pubblico locale. Sono contento, ci vogliono bene tutti o quasi. Direi che il 90% dei riscontri è positivo. Poi ci sono pure quelli che sui social scrivono che sono ciccione o goffo, ma non me la prendo, ci rido sopra".

Quant'è importante per uno chef farsi conoscere attraverso il mezzo televisivo?
"La mia azienda lavora bene, siamo sulla cresta dell'onda sia a livello nazionale che internazionale: ho un ristorante nel centro di Ragusa, il Duomo, e a 250 metri ho aperto un panificio con cucina. Anche il New York Times si occupa spesso di noi. Non mi sono buttato sotto la cinepresa per avere un maggiore riscontro nei miei ristoranti. E' ovvio che un programma come Pechino Express è come una catapulta: ti lancia e cominci ad andare più veloce".

Arriveranno nuovi clienti, magari qualche curioso...
"Assolutamente. Ho pure notato che adesso mi fermano per strada anche i bambini ed i ragazzini, prima non succedeva o succedeva di meno. Pechino Express ti rende popolare, alla portata di tutti. Ho sempre lavorato per questo".

In tv spopolano i talent sulla cucina come MasterChef. Qual è la tua opinione? Lo faresti?
"Posso rispondere 'no comment'? Alcuni a me non piacciono, soprattutto quando l'eccesso diventa troppo. Ed il troppo gestito male non mi piace".

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