L'onore e il rispetto 4, rassegna stampa: fascino della bruttezza, fotoromanzone splatter tra morti ammazzati e passionacce

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina e Fagioli sulla fiction di Canale 5 con Gabriel Garko. Bocciate trama, recitazione e sceneggiatura.

lonore-e-il-rispetto-4-garko-petto-nudo-1-settembre.jpg

RASSEGNA STAMPA su L'onore e il rispetto 4 (voto: 5), la fiction di Canale 5 con Gabriel Garko (6). Ascolti in calo rispetto al passato e rete ammiraglia Mediaset spesso battuta da Rai1.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"La sanguinosa faida mafiosa, che ha sconvolto la città di Sirenuse (anni '60), e che si è conclusa con l'eliminazione dei vecchi padrini, ha lasciato un vuoto di potere che ha scatenato le ambizioni dei nuovi boss emergenti decisi a impadronirsi di un ingente carico di droga del valore di molti miliardi, in possesso di Tonio Fortebracci (Gabriel Garko). Non c'è dubbio che la bruttezza (trama, recitazione, sceneggiatura?) abbia un suo fascino. Quella che un tempo veniva designata con una certa schifiltà paraletteratura o letteratura di consumo (romanzi d'appendice, chick-lit, fotoromanzi, fumetti, «gialli»?) ha trovato in televisione una inaspettata fioritura, una sorta di laboratorio dove i più vieti luoghi comuni vanno a braccetto con feticci immaginativi non ancora codificati e dove, soprattutto, la grossolanità narrativa viene riscattata dall'audience".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Lo liberano come Tom Cruise, mezz'ora dopo lui si libera da solo come James Bond, eppure siamo sempre in pieni anni 50, tra la Sicilia e New York. Poco importa, è Garko e siamo a L'onore e il rispetto 4, un'altra bordata di morti ammazzati e passionacce. Vietato, come sempre, il sarcasmo o parolacce come trash: se ne infischiano francamente tutti e si procede nel fotoromanzone splatter, la mafia, i buoni e i cattivi, tutto sanguigno, alla lettera. Senza preclusioni è un vero spasso di cui vergognarsi solo in caso di stretta necessità. In attesa di sviluppi che sarebbero efferati assai (con velati amorazzi virilmente gayssimi) una partenza quasi soft".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Le vicende malavitose di Canale 5 hanno direttamente il colore del sangue e sono sostenute dalla crudezza delle immagini e del linguaggio. Non poche situazioni improbabili, compreso il personaggio del commissario René Rolla (a metà strada tra l'hippy e il sessantottino), ma la storia si presta, diciamo così, a qualche libertà narrativa o addirittura a qualche eccesso".

Segui Reality & Show su Facebook, Twitter e Google+.

Dì la tua qui sotto in area-commenti.

Vota l'articolo:
4.14 su 5.00 basato su 7 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE ENTERTAINMENT DI BLOGO