Anna e Yusef, rassegna stampa: dramma insipido, luoghi comuni, tolleranza perfetta in questi giorni di ravvedimenti

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Gnocchi e Fagioli sulla fiction di Rai1 con Vanessa Incontrada in onda lunedì 7 e martedì 8 settembre. Buoni ascolti.

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RASSEGNA STAMPA su Anna e Yusef- Un amore senza confini (voto: 6,5), la fiction con Vanessa Incontrada (6,5) e Adel Bencherif (6) trasmessa lunedì 7 e martedì 8 settembre su Rai1 con buoni ascolti (17 e 20% di share).


Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Non si sono fatti mancare nulla: la diversità culturale, l'integrazione, i pregiudizi culturali, le carrette del mare, gli scafisti, la primavera araba, il caporalato nell'agricoltura, il traffico di immigrati, il matrimonio tunisino che ci spiega bene usi e costumi del luogo, l'associazione di stampo mafioso, la mafia tunisina, lo scambio di persone, l'happy end finale con tanto di 'arrivano i nostri'. Peccato che alla fiction siano mancati alcuni dettagli di poco conto: la recitazione, i dialoghi, la credibilità della storia...

Antonio Dipollina su Repubblica


"Inno alla tolleranza, va da sé, vaghi collegamenti con la dura realtà internazionale. Però la situazione è in perenne evoluzione: la tolleranza predicata nel minifilm di Cinzia Th Torrini arriva perfetta in queste giornate di ravvedimenti".

Alessandro Gnocchi su Il Giornale


"Da una parte, le immagini di morte (ma anche di speranza) offerte dalla cronaca e forse capaci di cambiare la Storia. Dall'altra, le immagini patinate di Anna e Yusef. Un amore senza confini, fiction di Raiuno sull'immigrazione, incapaci di raccontare una storia. Gli spettatori giudicheranno quanto una fiction zuccherosa (e ricattatoria: o stai anche tu sul barcone con Anna o sei insensibile per non dire cattivo) sia adeguata a trattare un tema complesso come l'esodo verso l'Europa, il traffico di immigrati, l'integrazione, l'incontro e lo scontro di culture diverse. L'incrocio tra la Storia e la storia d'amore si rivela un pasticcio indigesto. Il momento scelto per la messa in onda non aiuta: il romanticismo da fotoromanzo di Anna e Yusef esce ridicolizzato dal confronto con la potenza dei filmati trasmessi dei telegiornali".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Che c'azzecca la bella e bionda Vanessa Incontrada in mezzo a un barcone di profughi? Eppure Anna e Yusef inizia così, spiazzandoci in partenza. Poi c'è il lungo flash back che ci racconta una storia d'amore al limite dell'impossibile. O forse anche oltre l'impossibile. Non per l''amore senza confini' di cui parla il sottotitolo (ben venga!), ma per le situazioni in cui questi Romeo e Giulietta contemporanei si ritrovano. Parlare di immigrazione e dire che l'amore può abbattere qualsiasi barriera e qualsiasi differenza culturale è positivo, ma c'è modo e modo per dirlo. Anna e Yusef lo dice con una banalità dietro l'altra".

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