Briga a Blogo: "Never Again contiene sapori diversi. Instore pieno di fan. Quante cavolate su di me. Andrei a Sanremo"

"Mi piacerebbe fare Sanremo, ho uno spirito agonistico molto sviluppato": intervista di Blogo a Briga.

INTERVISTA DI BLOGO "Io rispondo con i fatti, non con le chiacchiere". Mattia Briga si gode il periodo d'oro - anzi, di platino - post Amici: c'è un in-store tour di successo, un album (Never Again) che vanta già oltre 50mila copie vendute, un nuovo singolo (Esistendo) con video annesso ed un tour alle porte. C'è molto di cui parlare e c'è anche modo di rispondere a critiche e polemiche. Ma la nostra chiacchierata parte dal passato recente, proprio quell'esperienza televisiva che ha regalato al rapper romano la grande popolarità. "Sto girando l'Italia. E grazie a Dio va tutto bene", ci dice il rapper.

"Amici - continua - è stata un'esperienza importante per quanto concerne il percorso professionale che ho deciso di intraprendere già qualche anno fa. Sono entrato dentro quella scuola per dare una scossa alla mia passione. E, al di là del divertimento e dei bei rapporti di amicizia, è stato un trampolino di lancio sia per la mia musica che per le mie aspettative. E' sempre importante rispettarle per stare bene con se stessi".

Il trampolino ti è stato dato, tu ti sei lanciato con Never Again e ha già conquistato il disco di platino. Un bel traguardo.

"Siamo in corsa verso il doppio platino. E' una soddisfazione enorme".

Ne è valso pure un cambio di look...
"Sono un tipo stravagante. Ho deciso di festeggiare il platino tingendomi i capelli di biondo platino, appunto. Il giorno dopo sarei stato sul palco del Coca Cola Summer Festival ed era una bella cosa per farsi notare. Poi è estate, mi diverto".

E' stato scritto che sei arrivato lì in motorino. Una scelta non scontata...
"Non l'ho fatto per cercare le attenzioni del pubblico o delle telecamere. Io sono una persona normale, sono stato una vita sotto il palco e la mia mentalità non cambia ora che ci sto sopra. Abito a Roma e per me è normale andare in Piazza del Popolo in motorino. Ci sarei pure andato a piedi ma non era possibile. Però poi mi qualificano come stronzo, montato e dicono pure che sono arrogante...".

Torniamo al disco. Come lo recensiresti?
"La sintesi più corretta per identificare Never Again potrebbe essere 'il dolore come processo di guarigione'. Ho fatto un'autoanalisi".

Parli molto di amore e degli aspetti che lo circondano. Ti possiamo definire un romantico?
"Sono un romantico, senza dubbio. Si può tranquillamente evincere dai miei brani".

So che ogni brano è come se fosse un figlio, lo dicono tutti. Ma c'è un brano di questo album al quale sei più affezionato?
"Sono affezionato ad almeno quattro brani. Su tutti a Sei di mattina. Rappresenta il mio brano di maggior successo, già due anni fa mi ha elevato rispetto al percorso che avevo fatto fino a quel momento e mi ha consentito di arrivare ad un pubblico più vasto. E' un brano che sovverte il cliché del rapper italiano con il cappelletto all'indietro e le rime sulla droga, il sesso e l'alcool".

Non è un po' anacronistico il rapper-bad boy?
"La vita va avanti. E' sbagliato, forse, rimanere fermi allo stereotipo di quel tipo di rapper. Ma in Italia c'è scarsa informazione su tutto, figuriamoci sul rap".

Qualcuno vi definisce 'i nuovi cantautori'. E' una definizione corretta o c'è un modo migliore per definirvi?
"Nessuno si può conferire questo titolo. Il titolo di 'cantautore' te lo dà chi ti ascolta. E senza dubbio il rap è un nuovo genere cantautorale nel quale i giovani si rispecchiano. E ovviamente quando uno parla della società, parla dei giovani perché sono loro che la portano avanti, sia in maniera negativa che positiva".

Esistendo è il nuovo singolo. E' uno di quei quattro brani ai quale sei più affezionato?
"Never Again è un disco diverso dagli standard, contiene sapori diversi. Ogni brano offre qualcosa di differente sia a livello di testo che a livello di melodia. Anche se tutti i brani sono accomunati dal ritornello melodico che è il mio marchio di fabbrica, lo metto ovunque. L'amore è qua è stato il primo singolo: è il brano più rap che abbiamo, con strofe d'impatto, serrate ed incisive. E poi c'è Esistendo, una ballata italiana, tradizionale. Le strofe non sono rappate, non c'è rap. E' elegante, rappresenta la linea di confine fra la banalità e la felicità. Ho ricercato la semplicità per quel brano. Ma semplicità non significa banalità, è un dono".

L'8 ottobre parte a Napoli il tour Briga Live Tour. E' ancora presto per parlarne o ci puoi dire qualcosa?
"Sicuramente partirà ad ottobre a Napoli e finirà a Torino il 14 novembre. Attualmente sto girando l'Italia con l'in-store tour, contiamo oltre due mila presenze a tappa e siamo molto soddisfatti. Finita questa esperienza, riunirò la banda e cominceremo a pensare più dettagliatamente al tour".


E' stato un in-store tour pure chiacchierato, sono usciti alcuni articoli 'polemici'. Ti dà fastidio essere giudicato per il tuo carattere e non per il lato artistico?
"Sono state scritte una serie di cavolate su di me, non hanno nessun precedente. Obiettivamente mi ha dato fastidio sapere che si è parlato più del mio carattere e dei gossip piuttosto che mettere in luce i miei testi, la musica o comunque il mio percorso. Ho scritto strofe, ho rifatto canzoni di Tiziano Ferro, ho cantato con Venditti che mi ha pure invitato allo Stadio Olimpico a suonare al suo concerto il 5 settembre... ma tutto questo passa in secondo piano perché bisogna parlare del gossip con Emma, una roba inesistente. Non so quante pagine sono state riempite da queste stronzate. Pure il fatto che io non abbia firmato una copia del mio disco ad una ragazza a Napoli è un'altra stronzata grossa come una casa".

Tutto questo pensi che ti abbia penalizzato a livello artistico e abbia dato un'idea sbagliata di te al pubblico?
"Chi vuole conoscere, andare a fondo e non ha il paraocchi, capirà che sono diverso da quello che scrivono. Anche perché sto facendo dei numeri che altri artisti, pure più affermati di me, si sognano. A livello di tutto. Io rispondo con i fatti, non con le chiacchiere. Quindi invito tutti ai miei in-store per vedere cosa succede. E' pieno di persone che mi vogliono bene perché io tratto bene tutti. Stanno in fila dalle sette del mattino, sotto quaranta gradi. Poi le canzoni mie sono valide ed i pezzi miei sono belli, c'è poco da dire".

Parlando del futuro, non per forza a breve termine, ti piacerebbe fare Sanremo? O c'è qualche altro progetto?
"Mi piacerebbe fare Sanremo, ho uno spirito agonistico molto sviluppato ed insito in me. Mi piace mettermi in gioco. E l'Ariston è un palco importantissimo, prestigioso. Non è il mio primo obiettivo ma è un'ambizione. Come è una mia ambizione cercare di fare un prossimo disco che stupisca le persone. Insomma, qualcosa di diverso da Never Again".

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