Stash dei The Kolors: "Sanremo? Meglio un festival rock. Con i soldi delle mozzarelle comprai un amplificatore"

Al settimanale Oggi parla il leader della band che ha vinto Amici 14. Ecco le dichiarazioni sulla famiglia, sul passato da "spacciatore" di mozzarelle e sul futuro.

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Fino a qualche tempo fa vendeva, anzi "spacciava" mozzarelle di bufala negli uffici postali milanesi: "Sì, perché i campani senza le mozzarelle della loro terra non sopravvivono, ne sono dipendenti", racconta a Oggi Antonio Stash Fiordispino, leader dei The Kolors, vincitori dell'ultima edizione di Amici.

"Andavo negli uffici postali, quasi sempre affollati da persone del Sud, a venderle, per guadagnare i soldi necessari a comprare un nuovo amplificatore".

Poi l'ingresso ad Amici 14: "I talent show sono la vera, nuova gavetta. Noi in sei mesi di scuola abbiamo fatto e imparato cose come in otto anni fuori. Ogni settimana devi preparare un mini concerto, una bella sfida".

Lui, nato a Caserta, suona chitarra e basso ed è figlio d'arte. Suo padre gestiva uno studio di registrazione, frequentato da giovani musicisti ma anche da big come Tony Esposito e Pino Daniele: "Avevo sei anni e ricordo questo omone che scendeva le scale". Il ragazzo ha dedicato la vittoria a papà Umberto e mamma Lena: "Per me hanno fatto tanti sacrifici. Rinunciavano a comprarsi una giacca nuova pur di mandarmi a Londra per imparare l'inglese. Mio padre, poi, mi ha trasmesso l'amore per la musica".

E il suo nome d'arte ha un'origine musicale: "E' un omaggio ai Pink Floyd anche se poi a Londra ho scoperto che è un termine in voga tra gli spacciatori per le lattine finte usate per nascondere la droga".

Su Maria De Filippi dice: "E' la persona più rock che abbia mai conosciuto. Ha un fiuto incredibile, è stata lei ai provini a dirci di continuare a cantare in inglese, nel nostro stile rock indipendente, senza buttarci su un genere più tradizionale e melodico che non ci appartiene. E' molto diretta, se una cosa le fa schifo te lo dice subito. Sanremo? Per ora non è un obiettivo. Scrivere una canzone in italiano per il Festival non sarebbe giusto. Vogliamo continuare a proporre la nostra musica in inglese. Più che a Sanremo miriamo al festival rock di Glastonbury".

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