Paolo Limiti a Blogo: "Giudice in un talent? Solo con Maria De Filippi. Milly Carlucci invece..."

Limiti ammette: "Farei il giudice ad Amici". E rivela di essere stato "rifiutato" dalla Carlucci...

Paolo Limiti DOmenica in

Paolo Limiti, grande esperto di musica ed affini, farebbe mai il giudice in un talent show? Il conduttore ed autore ha risposto a questa domanda in un'intervista rilasciata a Blogo: "Mi deve piacere il talent. Io lo farei con la De Filippi. Ho sentito molte critiche nei suoi confronti da personaggi che si danno delle grandi arie da intellettuali, ma sono persone che non capiscono nulla di televisione. Può pure darsi che faccia programmi molto popolari come quello del pomeriggio (Uomini e donne, ndr), però è la conduttrice migliore che c'è in Italia. Ha i tempi, le capacità, ha una sua personalità".

Niente da fare, invece, per Ballando con le stelle. A TvTalk, infatti, Limiti aveva rivelato che la conduttrice Milly Carlucci lo aveva "rifiutato": "Milly non è fra i miei nemici, non ho rapporti con lei. Ho semplicemente detto che Ballando con le stelle non è uno dei programmi per cui ho particolare interesse. Il sabato sera io guardo la De Filippi. Fu il mio agente a dirmi che si era rifiutata di avermi nel suo programma. Ed io ero rimasto un po' spiazzato perché quando la Carlucci ebbe un periodo difficile, io mi feci avanti per aiutarla. E poi mica le avevano proposto il primo che passava per strada...".

Limiti ha anche colto l'occasione per togliersi alcuni sassolini dalle scarpe: "La storia della nostalgia si è contagiata da persona a persona. Alcuni, un po' distratti, hanno cominciato a far notare questo aspetto delle mie trasmissioni. Ma non hanno capito che io presentavo un aspetto della storia della musica e non proponevo un 'effetto nostalgia' [...] Io riesco ad essere molto avanti. Un esempio su tutti: molte trasmissioni che stanno avendo successo, penso a Ti lascio una canzone o altri programmi, utilizzano il mio repertorio di dodici anni fa. Ma come, non erano delle por*ate?".

Si è quindi soffermato su Domenica in: "Ho alzato gli ascolti di ogni puntata. L'ascolto, nella mezz'ora in cui ero presente, si alzava del 3-4% di share. Non è una roba facile [...] (Quindi perché non ho un programma?) Probabilmente chi fa i palinsesti è distratto. Un direttore ha detto che "Fare un programma con Paolo Limiti non è fra le mie priorità". Mi piacerebbe sapere quali sono le sue priorità: le produzioni proposte sono quasi tutte fallimentari. Se in due anni fai quindici programmi che non vanno bene, significa che c'è qualcosa che non va".

Infine: "Non mi manca e non ho la malattia della lucetta rossa. Ma anche io mi chiedo perché non sono in tv, è strano: i miei programmi hanno sempre fatto ascolti, non ho mai creato problemi ed ho sempre lavorato con forze interne alla Rai, senza appalti o format alle spalle [...] Attualmente ci sono programmi in onda che viaggiano sul 3-4% di share, magari hanno pure delle prime serate e vengono riconfermati per tre-quattro anni di seguito. Non so dare una spiegazione, magari son più bravi di me...".

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