Davide Flauto a Blogo: "Torno con un crowdfunding, mi sono violentato. Amici? Non c'entro più niente col passato"

Davide Flauto è tornato con un progetto di crowdfunding, ha vissuto nove mesi a Londra facendo un lavoro "sporco" e guadagnando quattro soldi. Ora si definisce "diverso". Intervista di Blogo.

Davide Flauto 2015

INTERVISTA DI BLOGO Questa è la sua prima intervista dopo un lungo periodo di assenza. Chi segue Amici o è un attento fruitore di musica – i due aspetti possono coincidere - sicuramente si ricorderà di Davide Flauto ("famoso", anche, per aver partecipato alla nona edizione del talent di Maria De Filippi). Le sue ultime notizie risalgono all'estate del 2013: "Sono demotivato, mi oscurano" dice sui social. Poi il nulla. Inizia, per Davide, un periodo di riflessione che lo porta a Londra. Lì decide di cambiare vita, drasticamente: si mette a fare un lavoro "sporco e basso", non fa più l'artista, vive mangiando il cibo che trova per strada, guadagna quattro soldi. Vive un'esperienza particolare, straziante. Di quelle che ti graffiano l'anima.

Ora Davide si definisce un "guerriero": "Non c'entro più niente con il ragazzetto emo di prima, ho deciso di annientare quello che ero", dice a Blogo. È carico e pronto a tornare: due giorni fa ha preso un aereo e dopo nove mesi di "esilio" in Inghilterra, è tornato in Italia, ma sta per tornare anche – e soprattutto – alla musica con un progetto nuovo e particolare che, di fatto, inizia oggi e che vi potrà vedere protagonisti con una campagna di crowdfunding.

Davide, sei appena tornato in Italia. Sensazioni?

"È una sensazione bellissima. Sono stato a Londra per fare un break, per tagliare con il mio passato. Dopo Amici ho avuto alti e bassi, ho provato in tutti i modi a cercare di realizzare qualcosa che piacesse al mio pubblico. È iniziata una continua ricerca. E questa ricerca è avvenuta anche dentro di me, come artista. È stato interessante il periodo londinese perché lì non ho fatto l'artista, non ho fatto il cantante, non ho fatto nulla di artistico. A Londra ho voluto fare la persona normale, il classico lavoratore, e vivere sulla mia pelle alcune situazioni di vita che prova normalmente una persona che va al lavoro".

Cosa hai fatto?
"Non ho voluto fare un lavoro normale. Sono andato a fare il lavoro più sporco e più 'basso', volevo sentire la vita sulla mia pelle. Ho raccolto spazzatura in un supermercato (il 99p stores di Basingstoke, ndB) per quattro soldi. Mi sono fatto comandare. Mi sono fatto dettare legge, perfettamente il contrario di quello che ho sempre fatto io. È stato straziante".

Perché hai preso questa decisione?
"A me piace scoprire, conoscere. Mi piace andare a capire nel profondo il significato di ogni singola cosa che mi accade attorno, altrimenti non mi sento in pace con me stesso. Ho voluto provare una sensazione di normalità, staccarmi dal meccanismo dello star-system e sentire cosa si prova ad essere una persona che si alza presto la mattina per andare al lavoro e che fa fatica ad arrivare alla fine del mese".

È una bella prova di umiltà. Cosa ti ha lasciato quest'esperienza?
"Mi ha graffiato l'anima. È stata un'esperienza cruda. Ora sono pieno di rabbia ed ho un bagaglio enorme da condividere. Non vedo l'ora di condividere la mia esperienza con il mio pubblico. Oggi non sono più quello di ieri. Non c'entro più niente con quel ragazzino dal look emo. Non sono più quello. Ho deciso di annientare quello che ero, ho deciso di dare qualcosa in più al mio pubblico, che ancora mi segue con affetto".

Ci sono state delusioni o porte in faccia troppo dolorose?
"Ci sono state tante porte in faccia, tante delusioni. Ma non demordo. Non ho mai ceduto. Più che altro mi chiedevo il perché: come mai queste porte si chiudevano? Non mi davo pace. Perché non davano a me le stesse possibilità che avevano Emma Marrone, Alessandra Amoroso o altre persone che hanno fatto la mia stessa esperienza? Perché non a me?".

Perché ci tieni a dire che non sei più il Davide di prima? Non eri soddisfatto di quel Davide? Vuoi "rinnegare" quel periodo?
"Ero in una fase di crescita. Era la mia adolescenza, quel periodo pazzo della vita dove scopri tutto di te. Adesso ho il bisogno di dare altro, qualcosa di più. Non canto più per il piacere di cantare e di divertirmi, oggi canto per il piacere di condividere, per dare un'emozione in più. Mi piacerebbe aiutare il mio pubblico a trovare delle risposte ai propri quesiti".

Torni con un progetto molto particolare, ci racconti la campagna di finanziamento?
"Ho avuto la fortuna di incontrare Ivano Rebustini, un giornalista musicale di lungo corso che - come ama dire scherzosamente - sta 'studiando da manager'. Lo conosco da poco, forse da cinque mesi, ma sembra che lo conosca da molti anni. Ci siamo trovati subito sulla stessa linea d'onda e abbiamo iniziato a pensarla allo stesso modo, abbiamo iniziato a costruire qualcosa che non esito a definire eccezionale. Se questa astronave partirà, sarà un viaggio immenso. Abbiamo in mente un percorso a tappe, step-by-step. Io ho sempre lavorato seguendo l'onda, allo sbaraglio. Questo progetto è studiato. Voglio farmi conoscere in modo più maturo".

A cosa servirà questa campagna?
"Ci sono tante persone che ancora mi seguono. Hanno sempre ribadito che vogliono un album, mi vogliono sul palco, vogliono sentirmi ancora. Io dico 'Va bene'. Ma questo non basta. Tutti lo devono volere. Allora ho voluto proporre un esperimento, è una prova: parte oggi, lunedì 4 maggio, un progetto di crowdfunding sul sito Musicraiser. I miei fans possono acquistare un pacchetto (cd, autografi, merchandising, ndB) con un obiettivo: quello di raggiungere una cifra che mi aiuti a realizzare un singolo e un video. Se questo obiettivo verrà raggiunto, allora vorrà dire che 'Sì, ci siamo tutti'. E allora sarò motivato a continuare, andremo avanti perché a quel punto sapremo con certezza che lo vogliamo tutti".

Musicalmente parlando, cosa dobbiamo aspettarci dal 'nuovo' Flauto?
"I nuovi pezzi che sto scrivendo non hanno nulla a che vedere con il mio passato. Non sono più quelle canzoncine strappalacrime per le ragazzine o per il fidanzatino che si sentono in radio. Voglio far vibrare le anime dei miei seguaci, non voglio fare qualcosa di superficiale, devono essere brani che ti lascino fermo a pensare e riflettere. Ma non sarà neppure qualcosa di troppo filosofico. Io voglio parlare d'amore, dobbiamo aprirci all'amore altrimenti rimaniamo vuoti dentro".

Ci sarà un album o un singolo? Vogliamo dare una data?
"Ho scritto tante canzoni, non mi sono mai fermato. Ci sarà un album, finalmente il mio primo album. Ma non c'è una data. Tutto dipende innanzitutto dal raggiungimento della cifra del crowdfunding. Spero di poter far uscire un singolo entro l'estate".

Che ricordo hai di Amici?
"Amici, purtroppo o per fortuna, mi ha dato tanto, è grazie a loro se io oggi sono quel che sono. Ma non al 100%. È una grande vetrina, ma è il mio passato. Oggi non c'entro niente con il mio passato. Non lo rinnego, ma bisogna guardare avanti".

Ti sento davvero motivato, carico, pieno di energia positiva. Pare che non ci sia davvero più quel Davide che si "piangeva addosso" sui social...
"Non avevo capito niente. Ho voluto violentare me stesso per svegliarmi. L'ho fatto buttandomi per strada, non mi vergogno a dire che qualche volta ho mangiato quello che trovavo. Mi sono violentato anche fisicamente, non è salutare fare tutto questo. Ora sono una persona sicuramente migliore, nuova. Sono un guerriero e sono felice. È una felicità spirituale che mi dà grande carica. Non vedo l'ora di iniziare".

La carriera di Davide Flauto: tutte le tappe in una photogallery


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