About love soppresso per gli ascolti flop, 2° programma di Federico Moccia chiuso dopo una puntata, rassegna

Già cancellato per i bassissimi dati Auditel il nuovo programma sui sentimenti di Italia 1. Ecco le analisi di D'Angelo, Fagioli e Bocca.

E' durato solo una puntata. Le altre? Chissà se e quando andranno in onda. Immediata soppressione per About love (voto: 5), il programma sui sentimenti di Italia 1 condotto da Anna Tatangelo e Alvin che aveva esordito lunedì 20 aprile ottenendo ascolti flop (appena 749mila spettatori e il 2,94% di share) e critiche quasi unanimi sui blog, sui giornali e sui social network. Al suo posto lunedì prossimo (27) andrà in onda il film L'asilo dei papà. Non si sa se la trasmissione sarà riproposta in un'altra fascia oraria e/o fuori dal periodo di garanzia. Di sicuro per Federico Moccia è il secondo programma consecutivo bocciato dopo appena una puntata: il precedente era stato Facciamo pace su Rai2.

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RASSEGNA STAMPA

Francesca D'Angelo su Libero


"About love fa a pezzi i codici di genere della tv dei sentimenti e finisce per mischiare troppi 'sapori' scimmiottando ora Stranamore ora Sconosciuti di Raitre, per poi deflagrare in Catfish-False identità di Mtv. Il risultato è una trasmissione dalla personalità debole e confusa, dove l'originalità viene sopraffatta dall'impressione del già visto. Per non parlare dei casi di puntata: l'obiettivo era raccontare il mondo dei giovani d'oggi. Il risultato è una galleria di stereotipi che includono: la malata terminale, la ragazza abusata dal padre che conosce il suo futuro marito per telefono e partorisce tre figli, il tipo che è convinto di aver trovato la sua dolce metà tramite chat salvo poi scoprire che è tutta una bufala, la ragazza abbandonata che pensa di fare all'ex un regalo (ma quando mai?) nella speranza di riconquistarlo, i due amici di vecchia data che si scoprono innamorati".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Ne è venuto fuori l'ennesimo calderone televisivo costruito su un variegato e a volte vago concetto d'amore dove si raccontano le storie più diverse (sempre che siano tutte vere): da quella di Francesca, colpita da un tumore al cervello, che cerca di recuperare il suo lui in un parco giochi, a quella di un'altra Francesca (nome evidentemente diffuso tra le giovani) bruciata da una convivenza con Gianluca. Ci hanno provato, ma la vita a due non ha funzionato e ora lui non ha intenzione di tornare da lei nonostante il falso documentario con cui l'inviata Tatangelo cerca di convincerlo. Una delle trovate non proprio originali di About love è propria quella di coinvolgere il destinatario del messaggio (una prima dichiarazione d'amore, un tentativo disperato di ricongiungimento, ma anche una vendetta) attraverso una messa in scena a metà strada tra Scherzi a parte e C'è posta per te condita con un pizzico di tv del dolore che non guasta mai. Non manca nemmeno il falso amore virtuale, anche se detto così sembra una contraddizione in termini. Insomma, il colpo di fulmine in internet con uno dei due 'innamorati' che non esiste, semplicemente perché qualcuno dall'altra parte della Rete ha carpito delle foto da un altro profilo e si finge di essere quello che non è. Fino a storie ben più tormentate, abusi compresi, che per fortuna, almeno nel caso della prima puntata, si trasformano in storie positive (in questo caso c'è davvero da augurarsi che sia tutto vero)".

Riccardo Bocca su L'Espresso.it


"Tutto sprofonda nel disagio, sommando il dispiacere per un programma inutile al complessivo imbarazzo per chi pensa queste trasmissioni. Ma com'è possibile - è la domanda esplicita - che si trasmetta uno show ereditato da nonno Stranamore? Chi ha concepito un simile abbaglio, nell'anno 2015, accompagnato per giunta da ascolti in ginocchio? Confessi il colpevole, se ne ha l'audacia (altrimenti lo rivelo io: trattasi del grande Federico Moccia): e soprattutto illustri, sulla pubblica piazza, la tele-logica di About love. Perché se è vero, da un lato, che l'intento è quello di incoraggiare l'amore, e contribuire alla creazione o ricreazione di coppie, dall'altro pare che lo scopo sia scudisciare i sintonizzati, imponendogli storie a base di troppe lacrime. Tutto, in altre parole, ha il dovere di apparire un calvario a base di malattie, lutti parentali e malinconie irrisolte o irrisolvibili; quasi l'amore, di suo, non fosse già abbastanza una distesa di brividi, e non toccasse in automatico i sentimenti di ogni essere umano. Un eccesso che non produce empatia, ma desiderio cutaneo di essere altrove; persino, azzardo, in zona de Filippi, dove almeno il professionismo è di tutt'altra lega. Qui invece a impugnare gli amorosi fili sono mister Alvin ed Anna Tatangelo. Una coppia di autolesionisti punita sia dal format, sia dall'ambizione peggiore che si possa avere in video: esserci a tutti i costi. Anche quando l'atmosfera - come nel caso di About love - è carica di presunzione di poter ingannare il pubblico".

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