Isola dei famosi 2015, rassegna stampa: scommessa vinta da Canale 5, Alessia Marcuzzi improbabile nel suo ruolo

Ecco le analisi di Dipollina, Caverzan e Specchia sulla decima edizione del reality show, la prima trasmessa sull'ammiraglia Mediaset. Pro e contro.

isola dei famosi 2015-finale-marcuzzi-signorini-venier

RASSEGNA STAMPA sull'Isola dei famosi 10 (voto: 6) dopo la finale vinta da Le Donatella (che parlano dopo la vittoria).

Antonio Dipollina su Repubblica


"Scommessa vinta alla grande da Canale 5 partendo belli disinvolti nella finale, lanciando subito tutta la sarabanda intorno a Rocco Siffredi... Il colpo da maestro dell'edizione è stato far diventare la pruderie intorno alla qualità principale di Siffredi rendendola un'attrazione nascosta e misteriosa, quando in qualunque computer di qualunque casa basta cliccare anche a caso ed esce l'oggetto dell'attrazione in lungo e in largo su migliaia di siti e immagini. Ma resta il punto: l'Isola parte comunque da un patrimonio di consenso e popolarità che non ha quasi nessun altro. Il passaggio a Canale 5 ha ridato linfa dopo anni di assenza. Alessia Marcuzzi ha venduto alla perfezione la sua improbabilità nel ruolo e il disagio qui e là, accanto a lei il gatto e la volpe Alfonso Signorini e Mara Venier tenevano su qualunque momento critico... Gli adepti dell'Isola prendono tutto, tanto che gli autori cambiano trenta volte in una serata la scaletta, ordinano televoti volanti e così via".

Maurizio Caverzan su Il Giornale


"L'Isola dei non Famosi tira per ragioni diverse dal curriculum dei concorrenti. È una combinazione di variabili. Un cous-cous di spezie e ingredienti. Il ruolo di Siffredi e la filologia del sottotesto erotico. Il suo opposto, rappresentato da Valerio Scanu. La conduzione svaporatissima della Marcuzzi, controbilanciata dalle chiose di «zia Mara». La cronaca pragmatica di Alvin, l'elemento più affidabile della compagnia. Il gossip di Alfonso Signorini eletto a stile di vita... Niente snobismi, esiste ancora un pubblico per questi show. Come già si è visto a Sanremo, di questi tempi la tv generalista vince quando si tiene alla larga dai messaggi e dalle preoccupazioni pedagogiche. Semmai, nel caso dell'Isola, un altro ingrediente di successo è la concorrenza non agguerritissima di Raiuno. Ma, per sfruttarla, bisogna avere un prodotto che funziona meglio...".

Francesco Specchia su Libero


"Ignoro vita e opere di quasi tutti i protagonisti di questa terribile edizione di un reality che si sta lentamente sciogliendo nell’oceano del buon gusto. Al netto dei soliti rituali- il tuffo dell’elicottero, i giochini scemi nel fango e tra le frasche, i finti litigi, l’eliminazione- l’Isola era già ai confini del parossismo su Raidue. Qua, su Canale 5, è ora diventata un ricettacolo di luoghi comuni, di battutelle a sfondo sessuale, d’inarrivabili doppi sensi. Hanno dovuto inserire perfino l’esperienza naturista a Playa Desnuda (due naufraghi a turno che girellano svestiti) per poter tenere rizzato l’ascolto a colpi di prurigine. Ho goduto profondamente quando Raiuno, controprogrammando Terence Hill vestito da guardia forestale, ha massacrato negli ascolti quest’Isola televisivamente dei morti viventi. Non è moralismo, vi assicuro; è noia. Fosse per me li lascerei tutti lì, tra le iguane. Se non fosse che anche le iguane meritano rispetto. (ps non sono tra quelli che ipocritamente rimpiangono la forbita conduzione di Simona Ventura, però, Alessia, diamine…)".

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