Braccialetti rossi 2, rassegna stampa: trucchi, sensi di colpa, retorica buonista ma la favola è un inno alla vita

Ecco le analisi di Grasso, Dipollina, Comazzi, Fagioli e Bocca sulla seconda stagione della fiction di Rai1 premiata dagli ascolti.

RASSEGNA STAMPA su Braccialetti rossi 2 (voto: 7), la fiction di Rai1 proposta per 5 domeniche in prima serata con ottimi ascolti.

braccialetti rossi 2-ragazzi


Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Braccialetti rossi è più interessante della media delle produzioni di Rai1: è riuscita a crearsi una sua comunità di spettatori giovani, da tempo disinteressati alla proposta del servizio pubblico (si sa che i loro consumi tv s’indirizzano verso altri lidi), ha cercato di rinfrescare un minimo lo stile narrativo anche con l’uso di una colonna sonora ben studiata da Niccolò Agliardi. Ma tutto questo non la salva dalla ricerca della lacrima facile, dalla banalità di certi passaggi nella sceneggiatura, dall’abuso del rallenty, dalla retorica buonista con cui tratta le tribolazioni, molto lontana dalla cognizione del dolore".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Sono piuttosto cresciuti tutti i giovani della prima stagione, ma l'insieme — modulato tra social, colonne sonore, divismo a fin di bene e buone cause — rimane al potente spunto di partenza. I ragazzi ammalati e il non luogo, appunto, come posto ideale per basiche dinamiche di vita e sentimenti. Quelli che sono stati dimessi vogliono rientrare, mentre chi vorrebbe andarsene ricade nei pessimi risultati delle analisi, ma arrivano nuove pazienti, casualmente tutte piuttosto carine. All'occhio adulto non sfugge nessuno dei trucchi, ma la vicenda piace e a eccepire arrivano i sensi di colpa, del tutto fuori luogo".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Quell'ospedale tanto funzionale quanto permissivo deve essere presente solo nella fantasia della tv. Una storia di solidarietà e sofferenza e gioia, c'è tutto".

Andrea Fagioli su Avvenire


"I Braccialetti rossi 2 si presentano come una favola, che non a caso inizia con il tradizionale «C'era una volta un mondo e dentro il mondo un mare... una costa... un ospedale diverso da tutti gli altri. C'era una volta e c'è ancora...». Effettivamente nessun ospedale è forse costruito in mezzo agli ulivi secolari, con vista mare e stanze colorate dove ci si può muovere come a casa. Ma la favola è favola e come tale ha la sua morale, che in questo caso è un inno alla vita attraverso il valore dell'amicizia e della solidarietà, con dentro tutti i temi che interessano gli adolescenti (l'amore, la scuola, le incomprensioni, il rapporto con i genitori...). È anche educazione alla malattia, al fatto che prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con la sofferenza. A dimostrazione, infine, che non si può più considerare la tv fuori dal contesto dei social network, soprattutto se si rivolge ai più giovani, dobbiamo sottolineare come ci sia un rimando continuo al web".

Riccardo Bocca su L'Espresso


"C'è un elemento chiave che salva Braccialetti rossi. Ed è la trasparenza di tutto il progetto, da un lato proiettato sul fronte dei social network e dall'altro propedeutico alla sottolineatura di un concetto nobile: quello che patologia e sofferenza non sono affatto una sospensione dell'essere, ma un'Esperienza da vivere con doverosa maiuscola".

Segui Reality & Show su Facebook, Twitter e Google+.

Dì la tua qui sotto in area-commenti.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 10 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE ENTERTAINMENT DI BLOGO