L'Oriana, rassegna stampa: Vittoria Puccini bocciata, trama fragile, scomposta ed edulcorata, doppiaggi fatti male

Ecco cosa scrivono Grasso, Dipollina, Gnocchi, Cecchi, Anselmi, Delbecchi, Tosti sulla fiction in due puntate di Rai1. Tante critiche negative.

RASSEGNA STAMPA su L'Oriana (voto: 6), la fiction in due puntate in onda lunedì 16 e martedì 17 febbraio su Rai1 con ascolti non soddisfacenti.

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Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"L'Oriana si regge su un espediente narrativo fragile. I dialoghi con Lisa sono un pretesto per un andirivieni tra presente e passato. Nell'oggi si cerca di rappresentare (a voce) una sorta di metodo giornalistico della Fallaci, nell'ieri si raccontano le sue imprese giornalistiche. A Vittoria Puccini viene assegnata una funzione drammaturgica, quella della 'giornalista eroica' che forse non è nelle sue corde espressive, sa fare altro (la battuta 'Oriana di Rivombrosa' circola maligna). Insopportabile è il gioco del doppiaggio: o per convenzione tutti parlano in italiano o è ridicolo far parlare solo alcuni con accento straniero".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Troppo per una miniserie in due puntate, tentativo oltre l'impossibile di condensare una simile vita e dare un senso al racconto. Finisce che a cadenzare la storia sono soprattutto gli afrismi della giornalista e scrittrice, declamati da Vittoria Puccini, che fa quel che può. Mentre l'intero lavoro sembra scritto da trenta sceneggiatori diversi ognuno con un piccolo pezzetto di vita da mettere nel mosaico. Che esce fuori scomposto, pieno sì di piccole suggestioni, ma che spiazza il pubblico tradizionale senza acchiapparne di nuovo".

Alessandro Gnocchi su Il Giornale


"Sentimentalismo del tutto estraneo alla Fallaci, malamente interpretata dalla Puccini, imprecisioni più o meno notevoli della sceneggiatura, sensazione di assistere alla giustapposizione di episodi dei quali non si intravede il filo conduttore, consueta reticenza sull'ultima Fallaci che non viene giudicata".

Stefano Cecchi su La Nazione


"Edulcorazione stucchevole che tutto ha fatto tranne che rendere onore al personaggio raccontato. Ridurre Oriana a una caricatura di giornalista che porta a giro per il mondo la sua smania fanciullesca di curiosità è quasi uno sfregio alla trasgressività irruente della Fallaci. La Puccini sta a lei come un'orchidea starebbe a una grattugia".

Michele Anselmi su Il Secolo XIX


"Fiction agiografica e astrale, a tratti ridicola, benché non si facciano sconti al noto caratteraccio della signora. Serie ordinaria, stracca, pur faticosa da seguire per via delle debordanti interruzioni pubblicitarie".

Nanni Delbecchi su Il Fatto Quotidiano


"Perché è stata chiamata un'attrice angelica, misurata, fotoromanzata, alta circa il doppio, con nulla in comune con il suo modello tolta la 'c' aspirata del parlar fiorentino?

Massimo Tosti su Italia Oggi


"Non basta l'accento toscano della Puccini (troppo bella e troppo poco affascinante) per ricostruire un personaggio fondamentale del giornalismo e della cultura del secolo appena passato".

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