L'angelo di Sarajevo, Franco Di Mare in lacrime con la figlia Stella. Rassegna stampa: Beppe Fiorello convince

All'Adnkronos parla il giornalista da cui è tratta la storia vera della fiction di Rai1 di successo. Ecco le analisi di Dipollina, Fagioli e Tosti sui quotidiani.

RASSEGNA STAMPA su L'angelo di Sarajevo (voto: 7), la miniserie di Rai1 con Beppe Fiorello (8) che ha ottenuto ottimi ascolti.

"Facevamo finta di niente ma alla fine piangevamo". Franco Di Mare racconta così, all'Adnkronos, l'effetto che ha avuto su di lui e sulla figlia adottiva, Stella, la visione della fiction. "L'avevo vista in anteprima ma è stato comunque un piacere rivederla con Stella, commuovermi con lei. Fiorello è più Franco Di Mare di me, il metodo Stanislavski ce l'ha nel sangue: ha guardato e studiato tanti miei servizi, abbiamo parlato molto, i suoi gesti, le sue parole sono i miei di quegli anni. A pensarci è una cosa strana, io ho già una certa riconoscibilità per il lavoro che faccio, adesso alla mia immagine si sovrappone quella di un attore che mi interpreta in una fiction che racconta una cosa vera. Un intreccio che fa pensare a Jorge Luis Borges. Quando abbiamo presentato L'angelo Fiorello ha detto che per la prima volta era seduto a fianco di un suo personaggio, io ho scherzato dicendo che per la prima volta un suo personaggio non era morto ma vivo e vegeto accanto a lui. Mia figlia era già stata un po' 'anestetizzata' dalla lettura del libro ma certo vedersi impersonata sullo schermo è diverso, un po' più difficile da gestire. Mi aveva detto che non avrebbe sopportato una cosa melensa, l'avrebbe odiata, e dato che L'angelo certo non è melenso è stata molto contenta, le è anche piaciuta tanto la bambina che la interpretava, ha solo detto che lei da bambina era molto più bella". Lui, che la fiction l'ha molto apprezzata, afferma che quelle immagini su anni importanti della sua vita l'hanno commosso ma non gli hanno provocato i rimpianti che spesso si associano alla memoria di periodi particolarmente intensi del proprio passato: "Ho guardato con affetto ma anche con la giusta distanza, oggi la mia vita è un'altra cosa".

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Antonio Dipollina su Repubblica


"Storia vera quanto liberamente ispirata, snodi che vanno via lisci e conflitto che complica tutto all'improvviso: alla base c'è il libro di Franco Di Mare sulla vicenda di adozione di una bimba ai tempi della guerra in Bosnia. Tutto è sulle spalle di Beppe Fiorello con dialettica forte tra traumi personali e slancio umanitario, di vita propria e altrui in un contesto impossibile. Lavoro dignitoso e attento ai passi falsi".

Andrea Fagioli su Avvenire


"L'angelo di Sarajevo racconta la storia di un amore, un amore paterno. E se l'allora piccola Stella era come Iva Nikolic, che dà volto e vita a Malina, era impossibile non innamorarsene. Ma la fiction racconta anche di una guerra atroce e crudele. Lo fa senza ricorrere a scene di particolare violenza o ad effetti speciali. Fa capire più che vedere. Racconta il lavoro del giornalista, il coraggio di un uomo, tocca le corde giuste, con uno stile piano, trasmettendo un segno di speranza: Malina è la vita, il futuro, che rinasce dalle macerie della guerra".

Massimo Tosti su Italia Oggi


"Tutto assolutamente veritiero, compresa l'ambientazione a Sarajevo, che non è più in guerra, ma le cui ferite sono ancora visibili. Una storia d'amore autentica, senza sdolcinature. Il termine fiction appare riduttivo mentre quello di docufiction è fuorviante visti i casi nei quali viene adottato con eccessiva (e dolosa) leggerezza".

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