Beppe Fiorello: "Gomorra bellissima ma stereotipata. Fiction Rai melò? Termine sbagliato, c'è sempre sentimento"

L'attore protagonista de L'angelo di Sarajevo parla a Libero e fa un distinguo tra le serie Rai e quelle di Sky, spesso osannate dalla critica...

Beppe Fiorello (qui l'intervista a Blogo), intercettato da Libero dopo la conferenza stampa di presentazione della fiction L'angelo di Sarajevo (in onda su Rai1 il 20 e 21 gennaio con partenza rinviata di un giorno per evitare Scherzi a parte), non tema di paragonare la fattura della produzione a quelle di Sky.

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"Oggi - afferma - sembra che chi propone personaggi dark sia un eroe mentre noi risultiamo dei vecchi, che fanno 'camomilla per anziani'. Ma non è così: certo, la fiction Rai può essere forse rassicurante ma non per questo meno vera. Inoltre sono convinto che scrivere una fiction che emozioni sia molto più difficile che scriverne una che indigni".

Per Fiorello jr "dal punto di vista tecnico Gomorra è una fiction bellissima e molto difficile da reaizzare. Ma dal punto di vista prettamente drammaturgico e narrativo è facile perché è giocata sempre sopra le righe: è uno stereotipo dalla prima all'ultima scena. Emozionare, invece, è più complesso perché vuol dire trattenere".

E sull'ipotesi che la serie tratta da un'esperienza di vita dell'inviato di guerra Rai Franco Di Mare serva a strappare qualche lacrima agli spettatori la replica è netta: "La vita è molto più melò di quanto si voglia pensare. Guardiamoci intorno, guardiamo alle nostre giornate: quanto è retorica la nostra esistenza? Tantissimo! Ormai vige lo stereotipo che la fiction Rai è melò, ma non è così: io non ho mai fatto il melò. Ormai il melò è un termine abusato perché viene utilizzato al posto della parola sentimento".

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