Il più grande pasticcere, rassegna stampa: malriuscito copia-e-incolla, Caterina Balivo defilata e senza carisma

Ecco le analisi di Grasso, Dipollina, Comazzi, Specchia, Bocca e Tosti sul cooking talent show di Rai2. Accuse di aver copiato MasterChef e Bake off... male.

RASSEGNA STAMPA su Il più grande pasticcere (voto: 5,5), il cooking talent show di Rai2 proposto per 5 puntate con la conduttrice Caterina Balivo (6) affiancata da tre grandi maestri della pasticceria, Luigi Biasetto, Roberto Rinaldini e Leonardo Di Carlo. Ascolti sufficienti.

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Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Ma quando si parla di Rai, di Servizio pubblico, di canone, di cosa si parla? I vertici aziendali hanno cognizione dei palinsesti italiani? Infine, domanda cruciale, ma se Rai2 si mette a fare (male) il verso a Real Time dov’è che sbagliamo in tutti i discorsi che facciamo sulla missione dell’azienda? Una schiera di «autori» si mette all’opera e il risultato qual è? La brutta copia di Bake off Italia con Benedetta Parodi e di Masterchef. C’è anche un po’ dello spirito del Boss delle torte, di molti factual presenti sul digitale, il più proviene dalle cucine Sky e Real Time. L’aspetto più imbarazzante è che, mentre i giovani pasticcieri sono chiamati all’originalità, al dolce unico e personale, il programma è un maldestro tentativo di imitazione. Per esempio, il giudice Roberto Rinaldini, nelle funzioni di esaminatore, ora ricorda Carlo Cracco ora Joe Bastianich. Dov’è l’originalità tanto sbandierata? Ovviamente questi talent vivono sul montaggio, sul lavoro di postproduzione. Il grande pasticcere non ha ritmo, non ha personalità, non ha estetica".

Antonio Dipollina su Repubblica


"In teoria ci sarebbe già la Clerici tutti i giorni, su Real Time c'è Bake off, ma soprattutto qui si è succubi di Masterchef: pare di vederli, i boss Rai, mentre assistono alle gag di Cracco e soci e invece di essere felici perché possono fare altro nella vita si contorcono nell'invidia e preparano la riscossa glucidica. Caterina Balivo in conduzione defilata, giudici cerberi, concorrenti che esibiscono rancori. La fatica è insostenibile e quegli altri, quelli originari, ci sanno fare evidentemente di più. E' colpa, anche, dei tanti mattoidi che si divertono davvero con queste gare".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"La Balivo, più che condurre, sobriamente fa da tramite tra concorrenti, giudici e piatti, tra l'altro inquadrati con riprese degne della Bbc. Il programma non è male".

Francesco Specchia su Libero


"C'era bisogno di copiare gli altri, specie i francesi, per una banalissima gara di torte? Perchè il servizio pubblico ha bisogno di buttarsi sui factual? Qui la gara è più tecnica ma non se ne accorge nessuno".

Riccardo Bocca su L'Espresso


"Sembra cosa facile copiare la concorrenza. E invece no, non è affatto così. L'ispirarsi a uno show già esistente, mutuarne i ritmi e la postura e poi non riuscire al meglio nell'operazione porta a un unico risultato: l'imbarazzo siderale di chi guarda da casa. La Balivo figurina fragile fragile che non brilla per quello che le sarebbe richiesto: cioè una dose di carisma e, al tempo stesso, di tensione nel gestire il gioco. Una malinconia impiattata sia con eccellente eleganza formale sia con le mortali esternazioni dei concorrenti".

Massimo Tosti su Italia Oggi


"La Balivo è un ostaggio dei giudici ache se tenta di solidarizzare con le vittime. Le premesse ci sono tutte per un finale da film comico con il lancio di torte in faccia".

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