Dieci comandamenti, Gubitosi: "Rai orgogliosa di Benigni". Nuova rassegna stampa: tutti elogi per il monologo

Ecco la dichiarazione del direttore generale della Rai, di quello di Rai1 e le analisi di Maltese, Gramellini, Comazzi, Bianchi, Molendini, Caverzan, Veneziani, Folena e Rondoni.

Benigni-Dieci-Comandamenti-Seconda-Puntata-Rai1

Roberto Benigni ha scritto tante pagine importanti nella storia della televisione e del cinema. Ieri ha superato se stesso facendoci riflettere, emozionare, commuovere. Roberto ha fatto un bellissimo regalo di Natale agli italiani. La Rai ne è molto orgogliosa”. Lo ha dichiarato il direttore generale, Luigi Gubitosi.

"Lo spettacolo “resterà nella storia della televisione: non soltanto ha segnato una pagina straordinaria, ma rimarrà uno dei cardini, sarà ricordato come uno dei grandi eventi quando si parlerà di cultura sul mezzo televisivo", ha detto il direttore di Rai1 Giancarlo Leone.

I dieci comandamenti (voto: 7,5), in onda martedì 16 dicembre, ha realizzato 10.266.000 telespettatori e il 38,32% di share, in crescita rispetto alla prima puntata. Età media, però, in entrambe le serate di 57 anni, ha latitato il pubblico più giovane.

RASSEGNA STAMPA (qui la precedente)

Curzio Maltese su Repubblica


"A Benigni va riconosciuto di rappresentare da anni il simbolo di un'altra Italia che non si rassegna al declino. Due ore di Begigni su RaiUno sono un antidoto anzitutto linguistico a migliaia di ore di comune pietrisco televisivo, prodotto finale di milioni di parole vane e insulti e slogan e volgarità riversate da quella mesta compagnia di giro che occupa le reti nazionali da decenni. Piaccia o no, Benigni sta altrove. Stavolta siamo l'unico Paese al mondo dove una serata di cultura in tv fa gli ascolti di un Mondiale di calcio".

Massimo Gramellini su La Stampa


"Qualsiasi esperto di tv avrebbe spiegato a Benigni che, se c’è una cosa che non funziona in televisione, è parlare di un argomento troppo serio per due ore consecutive senza lo straccio di un ospite, di un’immagine o di un colpo di scena e con l’aggravante di un fondale marroncino alle spalle. Ma Roberto deve essersi dimenticato di interpellarlo e così ha conquistato nove milioni di spettatori con un monologo sui Dieci Comandamenti. Le ragioni di questa performance sono almeno quattro e finiscono tutte con la à. Qualità, prevedibilità, rarità e (assenza di) pubblicità. L’altra sera abbiamo assistito all’esperimento di una tv di massa non concepita per i consumatori, ma per le persone. Una tv di servizio pubblico. Che ideona".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Questa è una tv che piace al pubblico trasversale, al colto e all'inclita. La nostalgia per la vecchia tv educativa è radicata e profonda. Benigni, in questo caso, è l'incarnazione del concetto".

Enzo Bianchi su La Stampa


"Benigni non improvvisava: chi conosce la ricca interpretazione ebraico-cristiana dei comandamenti avrà notato come ad essa l’attore abbia attinto copiosamente e con sapienza. Benigni 'ha studiato', dietro le sue parole c’è molto ascolto, impegno e attenzione".

Marco Molendini su Il Messaggero


"La sua attrazione per i temi alti è irreversibile e questa matura passione lo costringe a pagare un pedaggio rispetto al suo talento istintivo, invischiato nella retorica e nella verbosità magiloquente, un'oratoria dove l'oggetto enfatico è chiamato a mostrare la profondità dei suoi studi".

Maurizio Caverzan su Il Giornale


"In queste serate si è visto all'opera l'esegeta, il monologhista colto e accorato (voto: 9) ben più del comico sulfureo di un tempo (voto: 6,5). L'età avanza e si accompagna a una nuova saggezza. È stato un grande spettacolo. Un evento di quelli che la Rai dovrebbe offrirci più spesso al di là delle polemiche sul cachet, peraltro ben ammortizzato dal diluvio di spot che ne ha preceduto la messa in onda.

Marcello Veneziani su Il Giornale


"Al di là del buonismo cosmico della sua favola biblica, a volte retorica e melensa, dobbiamo essere grati a Benigni. Perché ha portato Dio in prima serata, ha parlato del Bene e dell'Amore, ha riportato l'anima al centro della vita, nel cuore delle persone".

Umberto Folena su Avvenire


"L'anima ha conquistato la prima serata e ha 'costretto' milioni di italiani a porsi le domande fondamentali della vita, suggerendo le risposte giuste. Il soffio dello Spirito, attraverso la tv, ora sta volteggiando dove gli pare e dove neanche noi immaginiamo. Questo, e non altro, conta alla fine di una pagina memorabile di televisione".

Davide Rondoni su Avvenire


"La forza di Benigni è di non essere solo. Quel suo presentarsi quasi da folletto casuale sulla scena è la massima conferma: lo spettacolo è un uomo, ma un uomo che ha scelto di portare in scena ciò a cui appartiene. Le storie, le parole, i proverbi, la sua mamma, il matto del paese, i libri antichi e nuovi che ha letto, gli amici, i santi, i poeti. Questo one-man-show è non a caso uno dei pochi momenti in cui molti si riconoscono, come riascoltando qualcosa a cui si appartiene".

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