Francesco, rassegna stampa: sembra la storia di una setta religiosa, rifiuto del denaro come messaggio attuale

Ecco le analisi di Grasso, Dipollina, Caverzan e Tosti sulla fiction di Rai1 in due puntate, che non ha ottenuto brillanti ascolti.

RASSEGNA STAMPA su Francesco (6,5), la fiction in due puntate con Mateusz Kosciukiewicz (6,5), Sara Serraiocco (6,5) e Vinicio Marchioni (7). Ascolti poco soddisfacenti specialmente se rapportati alla media-Auditel delle serie Rai.

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Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"La struttura è quella classica del flashback: Chiara (Sara Serraiocco) ed Elia (Vinicio Marchioni, «Er freddo» di Romanzo criminale) ricordano la nascita del movimento francescano (la nuova interpretazione del Vangelo, ispirata a tre concetti cardine: pace, fratellanza, solidarietà), la Quinta Crociata e l’incontro con il sultano Al Malik-Al Kamil, i problemi di organizzazione. La storia di Francesco, Chiara e dei loro compagni è raccontata come fosse la storia di una setta religiosa: da una parte la chiesa, concepita come un’organizzazione amministrativa e burocratica finalizzata alla salvezza (anche materiale), e dall’altra un gruppo di persone che coltiva l’intensità della fede, carezzando un radicalismo spirituale. Gli attori hanno l’aria un po’ da schiantati, recitano come liceali romani (derelitti ma sempre con i capelli freschi di shampoo) e Francesco vaga così tra l’esoterico e lo stranito".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Lavoro ingmbrante, lungo nonostante la compressione in due puntate, risaputo la sua parte, accattivante solo per suggestioni a sprazzi. Riferimenti comunque internazionali (e il solito effetto glaciale del doppiaggio esteso). Ha ancora senso riportare in tv classici come questo in cui la fatica di discernere le motivazioni si fa sempre maggiore, non si attira nuovo pubblico, stancando subito quello più avvezzo?"

Maurizio Caverzan su Il Giornale


"Intendendo attualizzarne il messaggio la sceneggiatura ne rimarca il rifiuto del denaro e dello stile di vita del padre e descrive Francesco e i suoi amici alla stregua di una 'comune cristiana', anarcoide e un tantino naif. Felice invece la sottolineatura della riparazione della chiesupola di San Damiano, metafora dell'opera iniziata dal santo e dal suo movimento, che finirà per convincere anche Papa Innocenzo III. Tuttavia, oltre al tratto minimalista, questo terzo Francesco non sembra aggiungere molto ai due precedenti".

Massimo Tosti su Italia Oggi


"Liliana Cavani, con il suo terzo Francesco, pone l'accento soprattutto sul disprezzo del santo per il denaro. Reso attuale dal Pontefice che vive a Santa Marta e non nell'appartamento papale e che sta cercando di estirpare dalla Chiesa il virus degli affari".

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