Qualunque cosa succeda, rassegna stampa: la fiction su Ambrosoli pecca di prevedibilità, bravi Favino e il cast

Ecco le analisi di Grasso, Dipollina, Caverzan, Delbecchi e Tosti sulla fiction di Rai1 dedicata a Giorgio Ambrosoli.

RASSEGNA STAMPA su Qualunque cosa succeda (voto: 6,5), la fiction di Rai1 in due puntate con Pierfrancesco Favino (7,5) e Anita Caprioli (7).

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Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Il Servizio pubblico fa bene a coltivarne la memoria, a far conoscere storie come questa, una storia di impegno civile e morale. La mini-serie ha i soliti difetti dell’agiografia targata Rai Fiction: il contenuto è così forte da dispensare gli autori dagli obblighi della scrittura e, più in generale, dai valori produttivi, come la fotografia o il montaggio. Il racconto si basa solo sulla recitazione di Pierfrancesco Favino che, per quanto bravo, fatica a reggere tutto sulle sue spalle. I personaggi spesso sfiorano, per eccesso di realismo, la caricatura (alcuni americani parlano l’italiano dei doppiaggi), la storia procede secondo i canoni della prevedibilità. Però si tratta di Ambrosoli".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Regista e autori hanno cercato di smarcarsi dal consueto stile di questi lavori, solitamente tesi a girare intorno all'eroismo di santi, poeti e navigatori. L'eroe in questo caso era già stato tratteggiato come tale. Grazie a un Favino sempre clamoroso la ricostruzione tv diventa quindi anche e soprattutto una sorta di luogo civile e per far sentire meno soli quelli di buona volontà".

Maurizio Caverzan su Il Giornale


"Dare ritmo a una storia che poteva richiedere la conoscenza di troppe nozioni non era facile. Ma, evitando inutili dietrologie, regia e sceneggiatura ci sono riuscite".

Nanni Delbecchi su Il Fatto Quotidiano


"L'autore di riferimento degli sceneggiatori di Rai1 si conferma ancora una volta Edoardo De Amicis e Qualunque cosa succeda risulta ben più melensa di Un eore borghese, il film di Michele Placido del '94. Tuttavia la fiction trova un suo equilibrio grazie alla bravura degli attori".

Massimo Tosti su Italia Oggi


"La fiction si avvale delle doti attoriali di Favino e di un cast che svolge egregiamente il proprio lavoro. Ma la storia ha bisogno di tempi troppo lunghi per essere raccontata e digerita".

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