Ascolti: Il restauratore 2 a 4,6 milioni (19,52%), I Cesaroni 6 a 3,2 (13,24%), Che tempo che fa con gli U2 a 3,4 (13,06%)

Ascolti tv di domenica 12 ottobre 2014: vince la fiction di Rai1 che batte quella di Canale 5, il talk di Rai3 cresce ma non sfonda, bene L'Arena.

U2 OSPITI A CHE TEMPO CHE FA

ASCOLTI TV La sesta puntata della fiction con il restauratore e le "luccicanze", il settimo episodio della fiction sulla famiglia Cesaroni, una trasmissione di inchieste, un talk politico, la replica del Gran Premio di Formula Uno, un film, un telefilm: questa l'offerta televisiva delle reti generaliste nella prima serata di domenica 12 ottobre 2014. Ecco come è andata dal punto di vista dei dati Auditel e quanto sono stati seguiti i contenitori del pomeriggio.

Su Rai1 4.641.000 spettatori (19,52% di share) per Il restauratore 2 (voto: 6) con Lando Buzzanca (7) e Anna Safroncik (7).

Su Rai2 1.527.000 (5,88%) per il Gran Premio di Formula 1 in Russia.

Su Rai3 2.813.000 (12,01%) per Report con Milena Gabanelli, con un’inchiesta sui fatti della Costa Concordia e sui misteri del naufragio e un'intervista a Gino Paoli.

Su Canale 5 3.284.000 (13,24%) per I Cesaroni (6) con Claudio Amendola (6,5) e Christiane Filangieri (7).

Su Italia 1 2.219.000 (8,26%) e 2.167.000 (9,02%) per Gotham.

Su Rete 4 1.115.000 (6,38%) per Il buono, il brutto, il cattivo.

Su La7 666.000 (2,45%) per l'anteprima e 660.000 (3,40%) per La gabbia con Gianluigi Paragone.

In access prime time su Rai1 4.954.000 (18,94%) per Affari tuoi (6), su Canale 5 4.046.000 (15,45%) per Paperissima Sprint (5), su Rai3 3.434.000 (13,06%) per Che tempo che fa (7) mentre l'anteprima ha ottenuto 1.630.000 (6,91%). Si tratta del record stagionale e del miglior risultato, in ascolto medio, di Rai3 dall’inizio di questa stagione. Da record anche il numero di contatti, che hanno superato i 10 milioni e ottimo lo share nel pubblico laureato, che ha superato il 26%. Twitter, con quasi 9.000 tweet, è impazzito: nella trend topic, in pochissimi minuti, si sono classificati gli hashtag Bono (che ha raggiunto anche la prima posizione), The Edge, #chetempochefaU2, #chebonochefazio, e Fazio.

Nel pomeriggio su Rai1 3.630.000 (22,29%) per L'Arena (6,5) con Massimo Giletti (6) e 2.587.000 (19,12%) per Protagonisti (6,5). 2.104.000 (16,09%) per Domenica In (5) con Paola Perego (5) e Pino Insegno (6). Su Canale 5 1.792.000 (11,33%) per Domenica Live-Attualità (5,5) con Barbara d'Urso (5,5), 1.922.000 (14,88%) per Domenica Live-Storie (5,5), 1.881.000 (15,06%) per la prima parte di Domenica Live (5,5), 2.314.000 (16,39%) per la seconda parte.

U2 a Che tempo che fa


Quattordici anni dopo la partecipazione a Sanremo, quattro anni dopo l'ultima esibizione live a Roma, l'attesa del pubblico italiano per gli U2 è stata premiata quando Bono e The Edge sono stati ospitati da Fabio Fazio (7) su Rai 3, accolti dal pubblico della trasmissione con un calore da stadio. L'occasione era quella di un'anteprima mondiale con la presentazione del nuovo disco degli irlandesi, Songs of innocence, dopo lo svelamento a sorpresa dell'album durante l'evento Apple del 9 settembre. Gli U2 mancavano dalla tv italiana dal Festival di Sanremo 2000, anch'esso a conduzione Fazio: ed è proprio da un ricordo di Pavarotti, che portò Bono e The Edge al Festival, che è partita l'intervista. "Quando lo conobbi mio padre, appassionato di lirica, mi chiese come mi sentii a incontrare un vero cantante - ha ricordato Bono - dopo la morte di mio padre mi è sembrato che la mia voce fosse migliorata, come se mi avesse fatto un regalo". Non un caso che l'intervista di Fazio sia cominciata con un ricordo personale: Songs of innocence si annunciava come il disco più intimo della carriera degli U2. Così l'intervista di Bono e The Edge ha percorso i ricordi dell'adolescenza dublinese: "Dopo l'ultimo album - ha detto Bono - ci siamo chiesti perché fare un altro disco, perché stare in una band, e siamo tornati alle origini, abbiamo ascoltato la musica degli anni '70 con orecchie nuove, consapevoli di quanto ci avesse influenzato". Songs of innocence quindi è un viaggio a ritroso alla ricerca dell'innocenza, e il punto più alto di questo viaggio è l'incontro con il punk dei Ramones, visti in concerto a Dublino: "Il punk rock è stato l'inizio di qualcosa di completamente nuovo - ha detto The Edge a proposito del tributo a Joey Ramone del primo singolo - all'improvviso tutti potevano provarci".  Ma oltre alla folgorazione musicale, il disco racconta anche dell'innocenza perduta con le autobombe di Dublino del 1974: Raised by wolves racconta l'eredità di rabbia che ci lascò quell'evento  - ha affermato Bono - ma oltre la violenza politica c'è la violenza domestica che è ovunque, in Irlanda o in Italia". L'innocenza professata dal nuovo disco è anche uno stato al quale aggrapparsi: "Grazie al gruppo e alla musica siamo rimasti sempre un po' innocenti e naif", ha detto The Edge, e gli ha fatto eco Bono: "Credo che ogni giorno si debba provare a ricominciare, guardare ai propri errori e alle proprie azioni, da soli o con l'aiuto di Dio: noi l'abbiamo fatto con questo disco". E la rockstar ha concluso: "Al me stesso degli anni 70 direi 'hai più ragione di quanto pensi', ma quello che mi spaventa è cosa direbbe a me un giovane Bono!". La prima uscita pubblica dopo la sorpresa di Cupertino è stata anche l'occasione per parlare dell'originale distribuzione gratuita su iTunes del nuovo album, frutto di un accordo degli U2 con Apple: "Apple ha voluto premiare con un dono tutti gli utenti che per anni hanno pagato la musica: sappiamo bene come sia difficile per un musicista farsi pagare, oggi Cole Porter venderebbe t-shirt!". Da Fazio gli U2 hanno eseguito un set acustico che ha richiamato l'edizione deluxe dell'album che conterrà le undici canzoni già pubblicate anche in versione acustica. Dopo aver eseguito voce e chitarra The miracle (of Joey Ramone) fra cori e battiti di mani del pubblico, The Edge è andato al piano per Every breaking wave in un arrangiamento che ha commosso la platea. E la promessa con cui gli U2 hanno lasciato lo studio di Milano è quella di ritornare: "Prima di quindici anni, e magari con il resto della band", come ha detto Bono.

Auditel, come funziona


La società AGB Italia, per conto di Auditel, ha installato nella casa di alcune famiglie italiane un piccolo apparecchio collegato ad ogni televisore dell'abitazione e alla linea telefonica, che registra su quale canale è sintonizzato il televisore. Il campione, rappresentativo della popolazione italiana con più di 4 anni, detto panel, è aumentato nel tempo: dalle poco più di 600 famiglie dei primi mesi successivi all'avvio delle rilevazioni, si è passati alle 2.420 famiglie del 1º gennaio 1989, alle 5.070 del 1º agosto 1997, numero che si è mantenuto sostanzialmente invariato fino al 5 giugno 2014, quando è stato aumentato a 15.600 famiglie. Ogni membro della famiglia deve segnalare la propria presenza davanti al televisore tramite un particolare telecomando: in questo modo il meter registra sia quale programma è visto, ed anche da chi è visto. Il meter è composto da 3 unità: il monitor detection unit (MDU), che rileva lo stato di accensione e spegnimento dell'apparecchio televisivo, il canale su cui esso è sintonizzato; l'handset ("telecomando"), attraverso il quale la famiglia-campione seleziona il numero di persone che guardano la televisione; il meter vero e proprio, unità centrale di memoria, che trasmette i dati degli MDU provenienti dai vari televisori della famiglia-campione alla centrale attraverso la linea telefonica. I dati vengono poi elaborati al computer centrale di Milano e pubblicati la mattina seguente poco dopo le ore 10.

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