Qualunque cosa succeda-Giorgio Ambrosoli, una storia vera: fiction su Rai1 con Pier Francesco Favino e Anita Caprioli

Anticipazioni sulla miniserie di Rai1, in onda in autunno. Ecco le informazioni sul cast e sulla trama, ispirata a una storia drammaticamente vera.

LE FICTION CHE VEDREMO Pier Francesco Favino è il protagonista di una fiction appassionante e di grande valore civile, Qualunque cosa succeda-Giorgio Ambrosoli, una storia vera, in onda in autunno su Rai1.

Un uomo al servizio dello Stato e il suo impegno militante per l’affermazione della responsabilità civile, un sistema politico-finanziario indebolito dalle connivenze con i poteri occulti: questa è la storia dell’avv. Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata Italiana.

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Le due puntate della serie sono basate sull’omonimo libro di Umberto, il figlio dell’avvocato e sceneggiate da Andrea Porporati. Nel cast anche Anita Caprioli e Massimo Popolizio.

Sullo sfondo la storia d’Italia in quel drammatico periodo degli anni Settanta. Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Sempre più isolato anche dal mondo politico, nel 1975, quattro anni prima di morire, scriveva una lettera alla moglie, consapevole del pericolo imminente che corre la sua vita. Quelle righe sono un vero testamento morale: ”Indubbio che pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese [...] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo”.

L’11 luglio 1979 il commissario liquidatore della Banca Privata Italiana veniva barbaramente ucciso sotto casa sua. Esecutore un killer, William Joseph Aricò, fatto appositamente venire dall’America e pagato con 25.000 dollari in contanti ed un bonifico di altri 90.000 dollari su un conto bancario svizzero. Mandante il proprietario dell’Istituto, vale a dire il finanziere Michele Sindona. L’assassino si scusò prima di esplodere contro Ambrosoli tre colpi di una 357 Magnum. Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali.

Nel ruolo di commissario liquidatore, con il controllo della Banca nelle sue mani, Ambrosoli si era ben presto reso conto dell’irregolarità dei conti e dell’illegalità dei rapporti intessuti dai vertici dell’Istituto. Negli stessi mesi l’intransigente commissario liquidatore collaborò con la magistratura statunitense e con l’FBI per il crack negli Stati Uniti di un’altra banca controllata da Sindona, la Franklin National Bank e, proprio il giorno prima del suo assassinio, depose come testimone nell’ambito di una rogatoria internazionale, eseguita presso il Palazzo di Giustizia di Milano alla presenza delle autorità americane. Una deposizione che avrebbe dovuto sottoscrivere il 12 luglio, ma che non arrivò mai a firmare, bloccato dalle pallottole del killer.

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