Carlo Conti: nel 2000 l'investitura per Domenica In e il compito di rilanciare Mara Venier, rinnovato il contratto con la Rai

Tredicesima parte della storia radiotelevisiva del conduttore toscano che a febbraio 2015 presenterà il Festival di Sanremo.

CARLO CONTI STORY/13 E' Carlo Conti a condurre Domenica In 2000-2001, lo anticipa ad aprile 2000 il direttore di RaiUno, Agostino Saccà, con un sogno: inserire nel programma, "magari solo in un segmento, anche Mara Venier. Mara può ancora dare molto, è un pilastro dell' intrattenimento televisivo. Come Baudo. Non considero negativa la sua esperienza nella tv privata. Ma può dare di più in una rete familiare, che ha l'aria di casa, come la nostra. Questo è il suo territorio naturale. Le sue doti sono familiarità, semplicità, bonomia, garbo. Il suo sorriso disarmante può colpire ancora il nostro pubblico. E' una bella donna che non crea ostilità nelle donne. E sa essere materna e complice. Ho suggerito a Conti di trovare una collocazione per lei nella nuova Domenica In. In caso contrario potremmo pensare a Mara per un varietà di prima serata. Domenica In tornerà a fare sul serio. Chissà se accanto a Conti non potremo schierare anche Leonardo Pieraccioni". E i due toscani vengono dati tra i papabili, assieme a Giorgio Panariello, anche per il Festival di Sanremo 2001. Ma per Conti non è ancora giunto il momento propizio.

carlo conti-rai-2000Si concretizza, invece, il suo sogno di approdare al contenitore domenicale. A La Stampa, nello stesso mese, lui dichiara: "Siamo semplicemente all'inizio, per ora mi è stato affidato il programma, adesso bisogna studiare, creare un bel progetto. E' inutile mettere il carro davanti ai buoi. Qualsiasi nome è prematuro, d'altro cauto anche al cinema si fa così: prima si scrive la sceneggiatura, poi si scelgono gli attori. E' una questione di ruoli, non ci saranno presenze fini a se stesse, ma ruoli da svolgere e personaggi adatti a interpretarli. Pieraccioni? Magari, ma non credo proprio che Leonardo possa essere disponibile per un impegno del genere, so che ha da fare sia con il cinema che con il teatro".

E aggiunge: "Sicuramente ho apprezzato le edizioni con Corrado e con Pippo Baudo: erano programmi godibili, validi, privi di inutili sensazionalismi, con il modello del varietà classico come punto di riferimento. La rete ha bisogno di me in questa fascia oraria e io sono onorato di aver ricevuto questo incarico. Magari avrei preferito poter disporre di un periodo di riposo visto che, dopo In bocca al lupo, sarò impegnato con altri programmi per tutta l'estate. A settembre dovrà  essere tutto pronto e io ora mi trovo nella condizione di chi ha davanti un foglio bianco e in mano la penna per scrivere. Niente di più".

Nessun rimpianto per In bocca al lupo? "E' una trasmissione che mi ha dato enormi soddisfazioni, sono due anni che battiamo la concorrenza e questo è un grande risultato, ma, dopo oltre 500 dirette quotidiane, la stanchezza, anche quella fisica, si fa sentire".

La Rai blocca Conti fino al 2003. La tv di Stato gli ritocca il contratto-base vincolandolo a sè per i successivi tre anni. In cambio di conduzioni e presenze in alcuni programmi, il presentatore ottiene un significativo aumento dell'"ingaggio".

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