Suor Cristina: nessuna casa discografica per il singolo, album per ora non previsto, pro e contro della vittoria a The Voice 2

Rassegna stampa con le analisi di Grasso, Merlo, Giordano, Acali, Lucarelli e Rancilio sulla religiosa che ha vinto la seconda edizione del talent show di Rai2.

RASSEGNA STAMPA sulla finale della seconda edizione di The Voice of Italy (6,5), in onda giovedì 5 giugno su Rai2, e sulla vittoria di suor Cristina Scuccia.

suor cristina-esibizione-the voice 2Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"The Voice quest'anno ha indovinato molte cose ed è riuscito a trovare un buon compromesso tra un tono pop adatto alla tv generalista e quel guizzo di modernità e ritmo che deriva dalle rodate strutture dei format internazionali. La mossa vincente è stata quella di costruire dall'inizio un racconto forte, di lavorare sulla figura di suor Cristina, che in fondo è molto più personaggio che cantante, per creare un gioco di contrapposizioni molto guidato dalla produzione e dagli autori. J-Ax che twitta in diretta il cellulare di Noemi? Già successo nell'edizione americana del format. Un religioso protagonista di un talent show? Molto simile alla band di ebrei ultraortodossi in Rising star. E' così che di The Voice si è molto parlato".

Francesco Merlo su Repubblica


"Suor Cristina era la sola verità in un mondo di falsi. E' stata lei, timida e minuta, sorridente e felice, a ridare al rock le vertigini attraverso il fascino insolito dell'eversione cattolica. Non è un prodotto di laboratorio discografico. Non è il rock travestito da suora ma è la suora che ha svestito il rock restituendogli un po' delle audaci origini. Ha salvato una Rai che da anni non scopre talenti ma ricicla solo vecchi artisti".

Paolo Giordano su Il Giornale


"Per noi mortali Suor Cristina Scuccia è un grande mistero. Ma non solo per noi. Anche per la casa discografica che da contratto deve promuovere il disco del vincitore di The Voice. Il brano inedito cantato durante la finale (l'interlocutorio Lungo la riva di Neffa) è stato presentato senza abbinamento a nessun editore musicale. E, a quanto pare, per molte settimane a venire non è prevista alcuna pubblicazione di un intero cd a nome di Suor Cristina. Come si sa, la sinergia tra tv e mercato discografico ormai è strettissima e inevitabile e il ritardo di settimane nella pubblicazione del disco del vincitore di un talent potrebbe essere un handicap non indifferente. Tanto più se nel giorno stesso della vittoria ancora non si sa che cosa succederà. Insomma, uno scenario inedito che, come confermano anche alcuni esperti del settore, lascia tutti disorientati. Incertezza sulla promozione. Difficoltà a pianificare una strategia di mercato. Se Suor Cristina aveva anche solo lontanamente il desiderio di scardinare alcune logiche di mercato, è a buon punto. Ma se la produzione di The Voice confida di avere un ritorno d'immagine musicale, beh, è assai più lontana dall'obiettivo. Con tutte le dovute proporzioni, dopo la vittoria dell'evanescente barbuta Conchita Wurst all'Eurovision Song Contest, ora la vittoria di una suora, per quanto meritevole, a un talent show potrebbe avere un effetto deterrente per chi conta solo sui propri talenti vocali o sulla forza del sogno. Vedremo. Ma non è una conseguenza da sottovalutare".

Andrea Acali su Il Tempo


"Le intenzioni erano senza dubbio le migliori, e l’idea in fondo non era male. Però la decisione di suor Cristina di celebrare la sua vittoria a The Voice of Italy con la recita del Padre Nostro in diretta lascia un po’ perplessi. Perché in fondo ha «clericalizzato» in senso negativo la sua performance.  La fede si vive giorno per giorno, si incarna. Ma non ha bisogno di essere «esibita» inutilmente. Suor Cristina, con la sua presenza e le sue motivazioni, aveva già raggiunto il suo obiettivo".

Selvaggia Lucarelli su Libero


"Con la sua faccia pulita da eterna fanciulla alla Debora Serracchiani e voce limpida alla Cristina D'Avena è stata l'anti Conchita. Il merito del trionfo è anche del suo coach J-Ax che è un gran paracul0. Lei ha vinto perché è un panzer, ha asfaltato tutti i concorrenti, perché il look da suora funziona, perché sulla scena musicale mondiale s'era visto di tutto tranne una suora che vince e recita il Padre nostro".

Gigio Rancilio su Avvenire


"Suor Cristina ha fino ad oggi «abitato» la televisione con naturalezza e spontaneità. Qualcuno non ha gradito che si agitasse in tv con l’abito religioso, mentre qualcun altro ha ricordato che aveva già partecipato alle selezioni di Amici e di X Factor, come se questo dimostrasse chissà quale colpa. I giornalisti di gossip sono andati a scavare nella sua vita, intervistando il suo primo fidanzatino a caccia di chissà quali scoop. Sui social network intanto il pubblico si divideva, riservandole commenti entusiasti e feroci cattiverie. Per cercare in qualche modo di «salvarla», c’era chi aveva pensato per lei un gesto epocale: ritirarsi un giorno prima della finale di The Voice, dichiarando che ringraziava tutti per l’affetto dimostratole ma che la sua vita di religiosa aveva poco a che fare col successo e con la vita di una popstar. Due cose ci fanno essere però ottimisti: il carattere di Cristina e il fatto che accanto a lei c’è la sua nuova famiglia, quella delle Orsoline. Un’appartenenza che lei ha voluto sottolineare, chiamando l’altra sera accanto a sé la sua superiora, suor Agata, e affidandosi nuovamente alla Provvidenza. Come a voler dire a tutti: nemmeno in questa nuova difficile avventura che mi aspetta sarò sola. Già: suor Cristina avrà bisogno di tanti per far fruttare al meglio il suo dono al servizio della fede. Per dimostrare anche ai più critici che lei non è una cantante vestita da suora ma una suora che canta".

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