Luciana Littizzetto a Che tempo che fa se la prende contro gli spot tv di Moment e Conad

Luciana Littizzetto osa, come altre volte, la satira contro la pubblicità: ma non affonda mai il colpo dove farebbe più male.

lucianalittizzettospot.jpg Luciana Littizzetto è tra i pochissimi comici a cui capita di ironizzare, anche con una certa frequenza, sugli spot televisivi. Che alle volte, bisogna riconoscerlo, toccano vette di idiozia inarrivabili. Nella puntata di Che tempo che fa di eri, per esempio, si è sfogata con riuscito divertimento contro la coppia di amiche che parlano della confezione formato famiglia di Moment con lo stesso entusiasmo che due donne normali manifesterebbero solo per una cena con George Clooney (quello del Nespresso), e ha infierito contro lo psicopatico della Conad che si sveglia in piena notte per andare al supermercato a rimirare frutta e ortaggi. 

Il punto è che ironizzare sulla pubblicità è sempre stato un po' un tabù, per evidenti ragioni: senza gli spot delle aziende, non entrano soldi nelle casse dei network, quindi tendenzialmente è meglio non fare troppo gli spiritosi. Eppure la reclame, come la chiamava Funari, rappresenta in genere (con qualche felice eccezione) un concentrato del peggio della televisione, e grazie alle sue caratteristiche di sintesi e ripetibilità all'infinito, in generale entra nella testa delle persone meglio di qualunque altro messaggio. Non a caso Berlusconi non ha mai smesso di lamentarsi del divieto, imposto dalla par condicio, di trasmettere spot di propaganda politica e non a caso la presidente Boldrini si è scagliata prima di tutto contro la pubblicità, quando ha messo la tv sul banco degli imputati per il maschilismo strisciante dei media.


Poi certo, la Littizzetto presta la voce a una foca per la campagna pubblicitaria di una grande azienda telefonica, e consiglia di fare la spesa presso i grandi magazzini della famose cooperative rosse (che nel trattare i propri dipendenti sembrano colorarsi di un intenso blu berlusconiano). E, soprattutto, il sarcasmo di Lucianina si ferma sempre alla superficie dello spot, alla sua mediocrità come prodotto filmico, non arriva mai a ironizzare sulla grottesca contraddizione che spesso sorge tra la fanta-realtà raccontata dalla pubblicità e la realtà per come tutti noi la conosciamo. Insomma, per fare solo un esempio, quando le banche si presentano in tv come delle società filantropiche che concedono prestiti e mutui a tutti, verrebbe da arruolarsi immediatamente tra le fila dei black bloc!



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