I delitti del BarLume: 392mila spettatori per il 2° film, 978mila totali per il 1°, rassegna stampa

Ecco gli ascolti dei due episodi della fiction trasmessa su Sky Cinema lunedì 11 e domenica 17 novembre e le analisi di Dipollina, Comazzi e Degli Antoni.

filippo timi-delitti del barlume.JPG ASCOLTI TV Domenica 17 novembre 2013 (con una sera di anticipo rispetto alla programmazione originaria, approfittando della mancanza di posticipi di Serie A) il secondo e ultimo episodio della serie originale Sky con Filippo Timi (voto: 7), I delitti del BarLume - La carta più alta (6), dalle 21.10 circa su Sky Cinema 1/+1 HD, dalle 21.40 circa su Sky Cinema Hits HD e su Sky On Demand, ha raccolto davanti alla tv 392.728 spettatori medi complessivi.

Per quanto riguarda gli ascolti differiti nei sette giorni, il film tv I delitti del BarLume - Il re dei giochi, in onda su Sky Cinema HD da lunedì 11 novembre, ha raccolto un'audience media complessiva di 978.997 spettatori, di cui 265.348 in ascolto differito, pari al 27,1% dell'ascolto medio totale.


RASSEGNA STAMPA Antonio Dipollina su Repubblica: "Chiaro l'intento di girare per tutti i gusti. C'è caso che i romanzi siano più ispidi in cattiveria nascosta e disincanto. I vecchietti protagonisti su carta lo sono meno in tv, mentre deborda Filippo Timi, barista troppo scatenato detective, visto che bisogna correre per risolvere casi intricati. Gradevole ma troppo generalista, si pensava a qualcosa di più spiazzante".

Alessandra Comazzi su La Stampa: "Buon prodotto, bella regia di Eugenio Cappuccio, buona qualità di girato, il problema della lingua, io non sono toscana, mi pare risolto. Timi è perugino e fa bene l'attore, i quattro vecchiacci sono perfetti. Qualche smagliatura di sceneggiatura: per esempio una moglie non si può diseredare, tanto vale dirlo, che la legittima le spetta, come fa Malvaldi nel libro".

Piero Degli Antoni su Qn: "La via italiana al giallo l'ha trovata Sky. Giallo-rosa, o meglio una commedia gialla, insomma qualcosa che non è nelle corde del cinema né tantomeno della televisione italiani. Più che l'intreccio qui contano i personaggi e l'ambientazione. Peccato per quelle inutili lungaggini (soprattutto d'inquadratura) che tolgono ritmo ed effervescenza. L'effetto fiction è dietro l'angolo".


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