Domenica In 1997: truffa nel gioco finale delle telefonate a casa, Mara Venier incastra il colpevole

Trentunesima parte della rubrica dedicata alla storia del contenitore domenicale di Rai1 affidato alla bionda presentatrice che sostituisce una domanda e scopre la truffa nel gioco finale.

mara venier-truffa-gioco finale-domenica in-1997.JPG MARA VENIER A DOMENICA IN STORY/31 Sono le 19.50 di domenica 13 aprile 1997. Come ogni settimana, Mara Venier compone una serie di numeri di telefono, scelti a caso, per il gioco finale: si possono vincere cento milioni di lire. La prima concorrente non sa rispondere, poi il telefono squilla a vuoto.

Marco di Roma, invece, è a casa, preparatissimo. Peccato che la sua seconda risposta - Juliette Mayniel, la mamma di Alessandro Gassman - si riferisca a una domanda che non verrà mai fatta, perché è stata cancellata pochi minuti prima dagli autori. Ma qualcuno deve avergli suggerito di ripetere quel nome, e Marco non ascolta la Venier che gli chiede invece il titolo del nuovo album di Franco Califano. Una frazione di secondo. "Ma lei perché risponde alla domanda che non c'è più?", urla la Venier, fuori di sè. Finisce così la puntata di Domenica In senza titoli di coda, con la conduttrice furibonda, che grida 'è gravissimo' e sparisce dal video dando la linea al Tg1.

Fine della trasmissione, inizio del giallo. Mara Venier strepita, chiede spiegazioni, cerca di capire come può essere successo. Si chiude nel camerino degli studi della Dear, nella confusione generale - arrivano decine di telefonate di protesta - con gli autori e il curatore del programma, Paolo De Andreis. La decisione è presa dopo pochi minuti: denunciare l'episodio al commissariato.

Sono settimane che a Domenica In qualcuno ha dei sospetti sulla trasparenza del gioco finale, ed è anche per questo che quella domanda (il nome della madre di Alessandro Gassman) è stata sostituita in fretta e furia. "Non si può prendere per i fondelli la gente in questo modo - sbotta la Venier - è un fatto di una gravità inaudita. Adesso voglio la verità. Non si possono prendere in giro milioni e milioni di spettatori che continuano a seguirmi, nonostante tutto. Mi hanno crocifisso, mi hanno denunciato a Milano, io le mie tasse le ho pagate tutte. Questo è uno scandalo vero. Ma come, io gli chiedo il titolo dell'ultimo album di Califano e quello mi risponde Juliette Mayniel? Evidentemente non hanno fatto in tempo ad avvisarlo che la domanda era stata cambiata. Era talmente sicuro che non mi ascoltava nemmeno. In studio mi hanno fatto segno di restare lì. Figuriamoci. Mi dispiace, ma io ho avuto la reazione più istintiva che si possa avere in queste situazioni: l'ho gridato a tutti che c'era un imbroglio. Come potevo restare lì senza aprire bocca? E' uno schifo. Potrei anche azzardare delle ipotesi, ma preferisco che se ne occupi la polizia".

Finisce nei guai il garante della Finanza, che casca in pieno alla trappola preparata dalla conduttrice e dagli autori. E ammette: "Ci sono altri tre episodi di vincite truccate. Il primo prevedeva un premio di 80 milioni, il secondo di ancora 80 milioni e il terzo di 180". Una confessione che gli evita il carcere.

La domenica successiva la conduttrice ripropone il gioco con un garante donna ma dice agli autori con aria amareggiata: "Basta, non lo voglio fare più... ma lo dobbiamo fare per forza? Non mi diverto più, non è più come prima. E' come se i ladri fossero entrati in casa mia".


Il video.









Fonti: Repubblica-Corriere della Sera


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