Telefono Giallo e lo scoop sulla strage di Ustica: quando il talk diventa Sherlock Holmes

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Telefono giallo di Corrado Augias indagava sui misteri d'Italia aprendosi alle testimonianze degli spettatori. Nel 1988 una telefonata in trasmissione fece riaprire l'inchiesta sulla strage di Ustica

telefono_giallo_003_jpg_ariy.jpg STORIE DI TALK (qui la puntata precedente) - Telefono giallo è stata una di quelle trasmissioni che ha fatto epoca e ha contribuito a definire l’identità di Rai tre come canale di approfondimento e informazione. Il programma, condotto da Corrado Augias (solo il primo anno c’era anche la presenza di Donatella Raffai), si dedicava ai molti misteri insoluti d’Italia, ricostruiva storicamente le vicende in oggetto e poi dava spazio alla discussione in studio, tra esperti, giornalisti e testimoni. Elemento fondamentale, e di grande suggestione, era però il telefono al quale i telespettatori da casa potevano chiamare per fornire nuovi spunti e riflessioni o magari, nella migliore e più sperata delle ipotesi, testimonianze inedite che potessero aiutare la ricostruzione del caso.

Dagli omicidi del mostro di Firenze ai casi Calvi e Sindona, dal delitto di via Poma per arrivare a quello dell’Olgiata passando per l’Achille Lauro e Luigi Tenco (tanto per citare qualche puntata), Telefono giallo nei suoi cinque anni di programmazione spaziò su casi anche molto diversi tra loro, ma sempre con un piglio documentaristico molto rigoroso.

Chiaramente, nella maggior parte dei casi, le telefonate del pubblico si limitavano a fornire qualche riflessione su cui discutere, ma nella puntata del 6 maggio 1988 arrivò inaspettato un vero e proprio scoop in diretta. Si parlava del caso Ustica, dell’aereo Dc-9 Itavia partito da Palermo e misteriosamente squarciatosi in volo e inabissatosi in mare il 27 giugno 1980. Tra le tante ipotesi, c’era già allora quella (che pareva da campioni di complottiamo e dietrologismo patologico) di un’incredibile battaglia aerea e di un missile che, per errore, centrò il Dc-9.

Ebbene proprio una telefonata anonima alla trasmissione, di un sedicente aviere di turno a Marsala quella notte (vedi video di seguito), rivelò che i famosi tracciati radar che indicavano la battaglia nei cieli di Ustica c’erano eccome, ma furono per così dire “secretati” dai vertici militari. La testimonianza fece riaprire l’inchiesta e il procuratore di Marsala di allora, Paolo Borsellino, cercò anche senza successo di identificare il misterioso interlocutore di Telefono giallo. Per la cronaca, nel gennaio scorso la Corte di Cassazione ha messo una parola definitiva sulla strage di Ustica: il Dc-9, come sostenuto dal testimone di Augias, fu abbattuto nel corso di una vera e propria battaglia nei cieli, verosimilmente da un missile o da una collisione con un aereo militare.

(Foto Ivid.it).

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