Cassandra Raffaele: "Inaspettata la vittoria a Musicultura, grata alla Maionchi, adoro Monica Hill"

Vi ricordate di Cassandra Raffaele, protagonista della quarta edizione di XFactor? Oggi ha intrapreso un nuovo progetto discografico, coronato dalla vittoria a Musicultura 2013.

Cassandra Raffaele intervista.jpg TALENT E POI... Si chiama Cassandra Raffaele, è una "cantora indipendente" (le piace definirsi così) ed è stata una delle protagoniste della quarta edizione di X Factor. Dopo aver partecipato al talent, ha pubblicato un album prodotto da Mara Maionchi e ora sta seguendo nuovo progetto discografico coronato dalla vittoria a Musicultura 2013.

Che ricordo ti porti dietro dell'esperienza a X Factor?


"E' stato un momento singolare e surreale della mia vita. Sono passata dall'ambulatorio di neurologia, dove lavoravo come tecnico neurofisiopatologo, al palco di una trasmissione in prima serata su Rai2. E tutto questo, solo perché mi piaceva cantare e ne coltivavo una grande passione ma in realtà allora, senza ancora una reale aspettativa".


Se potessi tornare indietro, cosa rifaresti e cosa eviteresti?


"Rifarei tutto. Non cambierei niente alla fine".


Il talent show ha aiutato o rallentato il tuo percorso professionale?


"Il talent ha scosso me, ha scosso le mie priorità. Mi ha anche dato un po' di visibilità iniziale, ma il resto, l'ho cercato e costruito al di là del talent".


Per il momento, hai ottenuto quello che meritavi dalla tua carriera?


"Per il momento sento che sto lavorando e sono felice di quello che faccio, non perché me lo merito, ma perché ho scelto di farlo. La carriera non credo si merita ma si costruisca in tal senso. Tutti meritano di fare quello che desiderano nella loro vita e in questo 'mio vivere di musica', mi sento una privilegiata, perché è un lavoro entusiasmante, anche se difficile, pieno di sacrifici ".


Mara Maionchi ha prodotto un tuo album: sei grata a lei? Cosa hai imparato?


"Mara mi ha prodotto due singoli e le sono grata. Non scorderò le nostre riunioni, le chiacchierate e i suoi aneddoti di tanti anni di discografia. Ma ho fatto tesoro soprattutto di una cosa, che lei mi ha ripetuto spesso: un'artista è una persona che riesce ad autodeterminarsi!".


Perché la collaborazione è terminata?


"Ci sono cose che hanno un inizio e poi una fine e non ci sono grosse motivazioni. Il nostro lavoro assieme si è poi concluso in un momento in cui, tra l'altro, Mara stava cominciando Amici con la De Filippi. Io ho iniziato a scrivere e ho continuato per altre strade. Lavorare con lei è stata, in ogni caso, un'esperienza formativa memorabile".


Intanto un tuo brano - Le mie valigie - è fra i vincitori di Musicultura 2013. Te lo aspettavi?


"Essendo una gara puoi solo desiderarlo. Le giurie sono sovrane nelle scelte. Puo' capitare di tutto, quindi non si puo' mai sapere. E' ovvio, che per me, sia stata una conferma significativa del percorso che sto seguendo".


Cosa stai facendo in questo periodo?


"Ho finito le registrazioni del mio primo album, La valigia con le scarpe, dopo un anno e mezzo di lavoro, tra la scrittura, la composizione e gli arrangiamenti. Ho curato tutti i particolari. Quest'anno uscirà e sono alle prese con tutti i preparativi che il caso comporta, come se fosse un battesimo, un evento da organizzare. Sono emozionata".


E' difficile vivere di musica?


"Si, molto difficile, ma non impossibile. Occorrono scelte continue, lucidità, sacrificio, volontà contro ogni limite, supporti anche economici, ma ripeto, fattibile".


Qual è, secondo te, il miglior cantante ed il miglior ballerino lanciato da Amici? Il miglior cantante di X Factor?


"Ti dico 3 voci per Amici: Monica Hill, una delle cantanti delle prime edizioni, Alessandra Amoroso ed Emma Marrone. Ballerina, Anbeta. Noemi la migliore di X Factor".


Chi è il più sopravvalutato fra i cantanti usciti da un talent?


"Non lo so, sono sopravvalutati? Da chi? Un cantante se piace non credo sia sopravvalutato. Cioè, la gente non sopravvaluta. La gente si lega, si affeziona, sceglie. Anche volendo, il tempo resta comunque, a mio avviso, un parametro di qualità che finisce per annullare qualsiasi discorso di eventuale sopravvalutazione".


I talent hanno aiutato o ammazzato la musica, secondo te?


"I talent hanno creato spazi e opportunità per gli interpreti sicuramente. La discografia ci si è appoggiata parecchio ed ha attinto nomi, rendendo forse un po' satura una certa parte di mercato. Ma la musica, in sé e per sé, non muore, perché ci sono milioni di autori, di progetti, c'è gente che si autoproduce, perché nascono piattaforme come spootify e lì, ci scopri un mondo, che si rinnova, che è sempre in fermento. Muore il mercato dei supporti, dei CD. Ma questa è una storia ormai vecchia, scevra dal fenomeno talent".


Dove ti vedi fra 10 anni?


"Non so dove sarò, ma ci sarà tanta musica attorno a me".


Cosa ti piacerebbe fare in futuro?


"Continuare a fare musica ma soprattutto, mi piacerebbe ascoltare persone che cantano le mie canzoni".


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