Beppe Grillo oscurato e Berlusconi imboscato: la strana par condicio della tv italiana

Rai, Mediaset e Sky progettano i faccia a faccia tra i leader delle coalizioni con soli tre invitati: Bersani, Monti e Berlusconi. E Grillo e Ingroia non esistono?

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Sono già partite le grandi manovre dei network televisivi per accaparrarsi il confronto tra i leader degli schieramenti politici che andremo a votare il prossimo mese, con Sky in testa - che punta da tempo ad accreditarsi come canale dei faccia a faccia - e Mediaset intenzionata a non venire marginalizzata. La Rai poi, anche per dovere istituzionale, evidentemente non ha nessuna intenzione di tirarsi indietro. Solo che tutti i progetti di duello televisivo messi in cantiere prevedono un confronto a tre tra Bersani, Berlusconi e Monti, gli altri cancellati. Con una logica quanto meno bizzarra e molto sospetta.

Perché, prima di tutto, le opzioni politiche non sono solo tre, ma almeno cinque (c'è il Movimento 5 stelle e c'è la "Rivoluzione civile" di Antonio Ingroia, per non parlare di altre liste come quella dell'economista Oscar Giannino). Si dirà, ma la logica giornalistica suggerisce che, per una maggiore comprensione e fruibilità dell'informazione, si organizzino dei confronti che vedano protagonisti solo i candidati premier con reali chance di vittoria, come accade all'estero. A parte che esiste una legge sulla par condicio che imporrebbe eguali spazi a tutti, è comunque facile domandare:  perché Monti sì e Grillo no, visto che secondo i sondaggi fanno registrare più o meno le stesse percentuali di voto?


Conosco già l'obiezione: Beppe Grillo non è candidato premier, il duello televisivo deve essere riservato solamente a chi è in pista per Palazzo Chigi. Benissimo, ma allora mi sapete spiegare che ci fa Berlusconi, il quale anche ieri - intervistato da Sky Tg24 - ha confermato di essere in corsa per il ministero dell'Economia e di voler indicare Alfano per la premiership? E a questo punto si potrebbe ancora controreplicare, sostenendo che la legge non individua dei candidati premier ma dei capi politici, e che bisogna invitare quelli. Ma così Grillo (che, allo stesso modo del  Cavaliere, è indicato come il capo della sua lista) appena messo fuori dalla porta, rientrerebbe dalla finestra. Insomma, comunque la si guardi questa par condicio applicata dalla tv appare a dir poco opaca, per non dire di peggio.


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