Riccardo Pasini: "Vero Tv può ambire all'1% di share, in autunno novità, riproporrei Stranamore"

Ecco l'intervista a questo blog del direttore creativo di Vero, il primo canale all entertainment della televisione italiana. Non manca un riferimento a Stranamore.

Riccardo Pasini2.JPG INTERVISTA A REALITY & SHOW Riccardo Pasini, nato a Milano il 6 febbraio 1976, è un autore, regista e conduttore televisivo italiano. Oggi a 36 anni è fondatore di Prodotto, fattori di videoevoluzione, una società di idee e persone che dà vita a progetti editoriali multipiattaforma in chiave branded entertainment ed è direttore creativo di Vero, il primo canale all entertainment della televisione italiana di cui Maurizio Costanzo è direttore editoriale.


È passato poco più di un mese dalla nascita del canale digitale tv Vero. Che bilancio si può fare?


"Vedere in onda un canale completamente nuovo nella sua concezione, in diretta, e prodotto da un editore entusiasta che ci crede davvero, che bilancio potrei fare se non ottimo, vista anche la risposta del pubblico sempre crescente e l'ottima collaborazione con  i direttori delle testate del gruppo, veri campioni di incassi in edicola. Se si aggiunge poi che il tutto porta la firma di Prodotto, non potrei chiedere di più (per il momento!)".


Pensate in futuro di chiedere le rilevazioni dei dati Auditel? Quale obiettivo di share vorreste ottenere?


"È già così. Siamo semplicemente nella fase test e la nostra soddisfazione nasce proprio dal fatto che li conosciamo e vediamo come il pubblico ci sta cercando e trovando. L'obiettivo è di raggiungere il muro dell'1%: un numero tanto semplice, quanto difficilissimo. Vero ha anche tutte le carte in regola per ambire ad un certo traguardo".

Aldo Grasso ha scritto: "Vero, seguendo i dettami della stampa più popolare, fonda la sua strategia comunicativa sul già visto, sul già detto, sul già sentito. Esattamente come fa una larga fetta della Rai, in nome del Servizio pubblico. Abbassando il tiro si diventa padroni del mondo". Cosa replica?


"Aldo Grasso ci ha fatto il più grosso complimento: ha elevato il risultato dello sforzo lavorativo e produttivo di un piccolo gruppo di persone volonterose, capaci e passionali (di età media sotto i 30 anni) a quello raggiunto dalle ammiraglie di Rai e Mediaset che si muovono con ben altri mezzi. Quindi grazie ad un articolo come il suo, anche se forse non era questo il suo intento originario.  Abbiamo l'ambizione di essere popolari, parlando di ciò che si parla. Proviamo a farlo in modo diverso: pacato, educato e concreto. Nel linguaggio stiamo cercando la nostra cifra". 


In autunno ci saranno novità nel palinsesto, nei conduttori e nelle ore di diretta? Quali sono i temi che piacciono di più al pubblico?


"L'autunno porterà tante novità: ore in più di programmazione, ovviamente auto-prodotta e in diretta. Si aggiungeranno di conseguenza nuovi volti che sarà un grande piacere ritrovare in tv. Al momento ciò che sta andando di più sono gli Hobby, dove insegniamo ogni settimana un'attività nuova da rifare nel tempo libero. Cucina, dove con solo due ingredienti riusciamo a creare un intero menù. E Chiacchiere, l'appuntamento con i rumors riguardanti i personaggi famosi".


In passato è stato tra gli autori di Stranamore. Quali correttivi andrebbero apportati per "rinfrescare" il programma? Chi sarebbe adatto come conduttore?


"Stranamore è il mio grande amore. Scusate il gioco di parole. Primo perché mi ha permesso di lavorare per tanti anni con Fatma Ruffini che mi ha insegnato che la televisione è fatta di particolari infinitesimali da dover tenere sotto controllo maniacalmente, e che al pubblico non puoi dare nessuna giustificazione: quello che vede giudica. Secondo perché è un format fortissimo, moderno tutt'oggi, da qui il rammarico che sia ancora fermo in panchina. Personalmente accenderei le telecamere anche dietro le quinte dove avviene il vero show. Mi divertirebbe tentare una commistione col linguaggio di Italia's got talent. Sul conduttore: non toccatemi la Folliero! La utilizzerei però in modo completamente diverso dalle passate edizioni sfruttando le sue vere peculiarità non note al pubblico (e anche agli addetti ai lavori)".


Nel 2004 e 2005 è stato conduttore di Guelfi e Ghibellini, game show per ragazzi su Rai2. Cosa ricorda di quell'esperienza e come mai non si è ripetuta? 


"Guelfi ereditava dal programma che lo precedeva il 3% e lasciava a quello successivo il 12/13%, parlava ai ragazzi e faceva scoprire usanze e curiosità sul nostro Bel Paese. Molto spesso non c'è logica nelle scelte, ma si può sempre rimediare". 


Oggi a 36 anni è fondatore di Prodotto, fattori di videoevoluzione. Quali sono le iniziative e gli obiettivi in programma?


"Oltre a Vero, abbiamo in produzione Gametime, un vero esempio di prodotto multipiattaforma, che parla di videogiochi e che da settembre sarà anche su AXN. Poi per La5 stiamo preparando due trasmissioni: una sulla cucina - Hollyfood - e una sulla bellezza - Come nuova! - e poi sempre per Mediaset abbiamo in programma un bel progetto legato ai sentimenti. Questo nel concreto è ciò che vedrete a breve, ma i progetti sono tanti anche perché finalmente le aziende stanno scoprendo che esistiamo e che proponiamo un modo nuovo e non costoso per comunicare se stesse. Quindi ci cercano e noi siamo contenti. Come noi siamo sempre alla ricerca di menti creative (mosse dalla passione!) e soprattutto veri film-maker... anzi se siete interessati andate sul nostro sito www.lavideoevoluzione.com così ci conoscete meglio".


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Foto del direttore di Vero Tv e dei suoi marchi Foto del direttore di Vero Tv e dei suoi marchi Foto del direttore di Vero Tv e dei suoi marchi


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