Giancarlo De Andreis: "Le rilevazioni possono sbagliare, Ballando con le stelle piace alla gente..."

Ecco l'intervista dell'autore del programma del sabato sera di Rai1 a Kataweb-Tv Zap che fa riferimento all'iniziativa WIDG-la tv che vorrei, portata avanti dai blog televisivi.

18424526_ballando-con-le-stelle-milly-la-precauzione-del-ballo-interrotto-ma-non-sempre-funziona-0.jpg Anna Lupini su Kataweb-Tv Zap fa riferimento all'iniziativa WIDG-La tv che vorrei e intervista Giancarlo De Andreis, autore di Ballando con le stelle 8 (voto: 7): "Trovo che l'iniziativa dei blog sia interessante, credo sia giusto interrogarsi e mettere in dubbio le certezze che abbiamo. Il fatto di ricercare una qualità oltre i dati si ascolto è filosoficamente giusto, la valutazione deve prescindere dai numeri. Non so se poi ci saranno delle conseguenze o se rimarrà solo un'utopia. Ma il fatto che molti personaggi autorevoli stiano parlando di televisione non guardando solo i freddi numeri è positivo. Ci trovo anche un po' di autocritica perché tutto sommato autori, conduttori ma anche giornalisti e blogger presentano i risultati dei programmi come una sfida, come una partita: vince questo, vince quello. E' chiaro che fa piacere e sarebbe ipocrita negarlo, ma credo sia giusto pensare che si deve fare un buon lavoro e un programma che, soprattutto su Rai1, abbia determinate caratteristiche. Senza pensare ai grandi show degli anni Sessanta, ma dobbiamo fare una trasmissione con dei requisiti di eleganza e di buon gusto che Rai1 deve avere".

Pippo Baudo ha dichiarato di non credere all'Auditel: "Credo all'Auditel in quanto rileva una tendenza. Quando si dice 'quel programma ha fatto sei milioni' è assolutamente non vero. E' una proiezione, un sondaggio che ha statisticamente un margine di errore. E' un elemento importante ma essendo uno strumento in vigore da tantissimo tempo potrebbe essere aggiornato alla luce delle nuove tecnologie e delle nuove piattaforme. Ad esempio potrebbe risultare che un programma che fa il 20% di share in realtà ha fatto il 23%. Statisticamente è plausibile, invece i dati vengono interpretati come assoluti. Introdurre una forchetta sarebbe giusto. Perché, per noi che ci lavoriamo e viviamo anche di questo, due o tre punti fanno la differenza su come viene percepito il programma all'esterno".


Secondo un sondaggio Lorien fra Ballando e Italia's got talent ci sarebbe uno scarto minore, in termini di share, rispetto ai dati che vengono diffusi: "Il sondaggio ha confermato quello che già pensavamo. Senza accusare nessuno, ma con l'idea che la statistica possa avere ha un margine di errore. Siamo consapevoli della nostra forza, quando fai un  programma di successo lo sai e te ne accorgi. Questa è una delle stagioni più brillanti dal punto di vista dell'affetto del pubblico. Lo capisci anche dalla gente che viene fuori dallo studio ad aspettare i protagonisti dello spettacolo, cosa mai avvenuta nelle passate edizioni. Statisticamente sono avvenute cose abbastanza curiose, siamo stati distaccati una settimana anche di 15 punti, e questo ci è sempre sembrato strano e dunque siamo stati contenti che questo sondaggio abbia detto una cosa del genere. Il programma è solido, piace alla gente. Sebbene anche quel che afferma il sondaggio potrebbe essere fallibile, come lo è l'Auditel. Siamo anche consci che su Canale 5 c'è un programma molto ben confezionato, che ha dei validissimi protagonisti e che funziona come format in tutto il mondo".


Il direttore generale dell'Auditel Walter Pancini ha precisato (a Reality & Show) che la misurazione dell'audience serve a stabilire una "moneta" per pianificare gli investimenti. In che cosa consiste questo mercato, e quanto viene influenzato dalle rilevazioni? "Non sono un tecnico ma so che a seconda della percentuale di share di una rete cambia il prezzo degli spazi pubblicitari. E' chiaro che i grandi eventi, come lo show di Fiorello o il Festival di Sanremo, verranno venduti a costi maggiori, la media della rete determina il prezzo. Un punto di share su base annua, dicono gli esperti, vale milioni di euro. Poi ci sono i singoli programmi. La media della rete di Rai1 a gennaio è stata del 18% in questo caso Ballando ha avuto il 22%, è chiaro che diventa una risorsa importante. I programmi in studio hanno una resa maggiore perché oltre alla vendita degli spot c'è il mercato delle promozioni che permettono di spendere il volto del conduttore per promuovere prodotti all'interno dello show, il che fa sì che l'investitore acquista il programma prima che questo inizi. E' successo a Ballando quest'anno, ci è capitato di avere sei interruzioni pubblicitarie, succede solo a Sanremo. Un po' penalizza il programma ma fa piacere perché la Rai è la televisione di tutti. E' un gioco sul quale balla il destino di un'azienda. Se la Rai avesse molti show si potrebbe pensare, in teoria, di abbassare o addirittura togliere il canone. I soldi si muovono in base a quel dato, il fatto che ci sia un margine di errore rende chiaro che sarebbe importante renderlo più chiaro e trasparente".


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