La7 perde ascolti: deludono Daria Bignardi e Serena Dandini e i quotidiani parlano di Rete appannata

Perdono spettatori Le invasioni barbariche e The show must go off e l'obiettivo del 10% di share in prima serata sembra una chimera. Le analisi di Caverzan e Dipollina.

Dandini-vertici La7-.jpg Anche i quotidiani evidenziano ciò che è sotto gli occhi di tutti: sembra essere finito il "momento magico" de La7. E chi, tra gli addetti ai lavori, ipotizzava il 10% di share in prima serata è stato - per ora - clamorosamente smentito.

Daria Bignardi (voto: 6) con Le invasioni barbariche (6) non va oltre il 3%, che già otteneva anni fa (e, allora, era considerato un successo) mentre Serena Dandini (6,5) (nella foto Infophoto con i dirigenti de La7, ndB) con The show must go off (6,5) è già scesa al 4% (e nell'appuntamento prima del tg delle 20 racimola un misero 1%).

Maurizio Caverzan scrive su Il Giornale: "Il progetto di Paolo Ruffini - alimentare con l'acqua di Raitre il canale di Telecom Italia Media - minimo minimo è da rivedere. Dicono i beninformati che l'amministratore delegato Giovanni Stella la sia un po' nervoso dopo gli esordi delle signore della sinistra chic di Milano e Roma. Che tirasse un'aria strana lo si era capito già la settimana scorsa. Schierare Roberto Saviano e Jovanotti e fare il 4,5 per cento è come perdere con il Lecce avendo in squadra Milito e Snejder. Qualcosa non funziona nel salotto delle Invasioni barbariche, divenuto prevedibile, routinario, un tantino logoro. Stessa storia per The Show Must Go Off, troppo uguale a Parla con me. Se fai il 4 per cento schierando Daniele De Rossi, il capitano della Roma mai visto in un programma non sportivo, e Zucchero, allora anche qui i conti non tornano. L'aggravante poi è data dal fatto che la Dandini arriva la sera successiva alla Bignardi, mentre su Raitre è appena finito Che tempo che fa. Forse è proprio qui, nella sera di programmazione, l'errore più evidente. Questi talk show si assomigliano tutti e sono troppo ravvicinati. E poi: il pubblico de sinistra il venerdì e il sabato sera sta a casa a vedere la tv? Infine, la sindrome di David Letterman ha contagiato troppi conduttori nostrani: prendi un politico, un cantautore, un attore o uno scrittore, li fai parlare del loro privato e il gioco è fatto. Invece, rien ne va plus".

E Antonio Dipollina sottolinea su Repubblica: "Torna Daria Bignardi e la partenza è così così, debutta Serena Dandini nell'ambizioso tentativo del sabato sera e si scopre che il pubblico dandinesco da decenni il sabato sera ha deciso di fare altro (e non si può fare la tv solo per i frantumi su YouTube: prima o poi qualcuno ti invita a starsene su YouTube). Ancora più insidioso il basso ascolto del ritorno degli Intoccabili di Nuzzi rispetto agli squilli d'esordio. Aggiungere in settimana il Formigli anti-Santoro che accusa come nessuno il raffreddamento dei talk show. E, snodo attorno a cui tutto ruota, il tg di Mentana non viene più accolto con ohhh di meraviglia ma ormai parte del paesaggio (quello sobrio, post-berlusconiano). Un mezzo guaio complessivo per la rete, che ha accolto anche il direttore transfuga di Raitre Paolo Ruffini, su cui pende il rischio perenne de La7: per andare in prima serata devi fare (molto) più ascolto dell'Ispettore Barnaby. Altrimenti mandano l'Ispettore Barnaby, che costa un centesimo. Il cambiamento d'aria ha già spento il sogno terzopolista oppure è questione di scelte da rivedere?".

  • shares
  • Mail