The Cube, mercoledì su Italia 1 l'ultima puntata con Teo Mammucari. Rassegna stampa: quiz originale ma non acchiappa

Mercoledì 28 settembre ultima puntata di The Cube su Italia 1 con Teo Mammucari. Ecco la rassegna stampa sul quiz in onda da Londra.

TheCubeLasfida_01.png Mercoledì 28 settembre alle ore 21.10, direttamente dallo studio futuristico di Londra, l'ultimo appuntamento con The Cube-La sfida (voto: 6), il game show mozzafiato di Italia 1 condotto da Teo Mammucari (5).
RASSEGNA STAMPA Mirella Poggialini su Avvenire: "Prove apparentemente facili esposte con semplicità, svolgimento lineare e rapido che si coglie senza sforzo, e l'originalità di uno studio londinese nel quale si alternano giovani italiani che a Londra studiano e lavorano. Il format (inglese) impone un ritmo serrato, le palline maligne sfuggono dalle mani o rotolano giù dal vassoio, il cubo non centra il cestello, il cilindro non si riempie di sfere.... Tutto facile ma anche difficile, davanti a tre amici e parenti che fanno il tifo e mandano inutili suggerimenti, e Mammucari che sogghigna partecipe senza mai trascendere in battute, le sue solite, che pure (lo si intuisce) si colgono dal balenare dello sguardo. Così che lo spettatore studia il concorrente di turno - giovani 'normali' e solleciti, che si propongono con spontaneità - e tralascia di controllare l'importo delle vincite, non frequenti, per osservare il conduttore e il suo nuovo piglio compunto".

Luigi Galella su Il Fatto: "Il segreto del gioco è nel cubo, in questa ricerca geometrica della misura. In questo controllo a distanza dei corpi. C'è in esso qualcosa di antico, di rinascimentale, in cui non è la potenza a primeggiare, ma la conquista tutta umana e astratta dell'equilibrio e della perfezione. La scenografia è ipertecnologica e minimalista e conferisce al programma un'aria futuristica mentre il conduttore, per esigenza di copione, si tiene quasi in disparte. Non rinuncia alle battute ma limita al minimo gli sfottò".
Alessandra Comazzi su La Stampa: "Mammucari ha dismesso i panni dell''enfant terrible' e partecipa ai patemi d'animo degli sfidanti. Solo che non sembra nemmeno lui convinto. C'è un'imponente macchina organizzativa, ci sono autori, impegno, ore di registrazione. Si vede e si sente. Solo che poi l'ambaradan non acchiappa e rientra nel novero del 'chissenefrega'".


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